La tripletta di Mbappé illumina il Bernabéu, Mourinho torna e vince 4-1 contro la Real Sociedad
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Redazione Sport
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Una serata che, al Santiago Bernabéu, difficilmente verrà dimenticata in fretta, e non solo per il punteggio. Il Real Madrid ha travolto la Real Sociedad con un perentorio 4-1, in una partita valida per il recupero del primo turno della Liga, e l'architetto principale di questo successo è stato, senza alcun dubbio, Kylian Mbappé. Il francese ha messo a segno una tripletta, timbrando i cartellini al 40', al 60' e all'80', regalando così al suo nuovo tecnico, José Mourinho, un ritorno trionfale sulla panchina che aveva già occupato tredici anni fa.
A completare il poker dei blancos ci ha pensato Vinicius Junior, con un gol da opportunista che ha chiuso definitivamente i conti, mentre per gli ospiti era riuscito ad accorciare le distanze Sucic, un lampo in una serata altrimenti grigia per la formazione basca.
Mbappé e l'esultanza che sfida il tempo: l'eredità di CR7
Ci sono gesti che, nel calcio, diventano iconici proprio perché capaci di attraversare le generazioni, quasi fossero un linguaggio universale che non necessita di traduzioni. L'esultanza di Mbappé, al termine della sua tripletta, ha evocato immediatamente un ricordo potente e indelebile per i tifosi del Real Madrid: braccia aperte, il corpo che simula il decollo di un aereo, una celebrazione che è ormai un marchio di fabbrica per il francese, ma che a Madrid ha assunto un sapore particolare.
È la stessa che rese celebre Cristiano Ronaldo, e vederla ripetuta sullo stesso prato, a distanza di tredici anni, ha avuto il sapore di un passaggio di consegne, o quantomeno di un'eco che si fa sentire con forza. Non è solo una questione di gol, ma di presenza scenica e di capacità di caricarsi la squadra sulle spalle nei momenti decisivi, una dote che il fenomeno portoghese ha trasformato in un'arte e che il nuovo attaccante francese sembra aver imparato alla perfezione.
L'effetto Mourinho: dallo spogliatoio disgregato a una squadra vera
Il ritorno di José Mourinho sulla panchina del Real Madrid era stato accolto con un misto di scetticismo e fiducia, ma i primi risultati concreti stanno iniziando a dare ragione alla scelta di Florentino Perez. L'allenatore portoghese, che molti avevano etichettato come appartenente a un ciclo ormai chiuso, sta dimostrando di avere ancora le idee chiare e, soprattutto, di saper ricompattare un ambiente che sembrava ormai disgregato.
Dopo un avvio di stagione che aveva lasciato qualche interrogativo, la squadra ha mostrato un volto decisamente diverso, più solido e determinato, come testimoniano le due vittorie consecutive in campionato. Il 4-1 inflitto alla Real Sociedad è il segnale che il lavoro dell'allenatore sta dando i frutti sperati, con una squadra che appare più equilibrata e che ha ritrovato quella fame e quella cattiveria agonistica che spesso erano mancate nella scorsa stagione.
Lo spogliatoio, che nelle ultime settimane aveva dato segni di nervosismo, sembra ora remare nella stessa direzione, con Bellingham, autore di due assist preziosi, che si sta rivelando un elemento fondamentale nel nuovo scacchiere tattico di Mourinho.
Il giudizio severo del Bernabéu e le ambizioni della Liga 26/27
Il Santiago Bernabéu è un teatro che non concede sconti, un giudice severissimo che esamina ogni azione con lente d'ingrandimento e che non regala nemmeno un decimo di applauso se non è dovuto. È un padre esigente che non permette di prolungare la festa neanche un minuto oltre il pattuito, e che sa essere spietato con chi non rispetta le sue regole. Per questo, una prestazione come quella di Mbappé e dei suoi compagni ha un valore doppio: non solo tre punti fondamentali per la classifica, ma un biglietto da visita che parla chiaro alla concorrenza.
La Real Sociedad, dal canto suo, ha pagato una certa mancanza di mordente offensivo, incapace di impensierire veramente la retroguardia madrilena dopo il gol del momentaneo pareggio.
La partita, che era stata rinviata per motivi organizzativi, ha rappresentato il primo vero esame casalingo per il nuovo corso di Mourinho, e la risposta del pubblico è stata quella che ci si aspetta in queste occasioni: un misto di entusiasmo e di esigenza, con la consapevolezza che questa Liga 26/27 è solo all'inizio e che il cammino è ancora lungo, ma con la sensazione che i presupposti per lottare fino alla fine ci siano tutti.
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