Trump rassicura sui rapporti con la Cina e salva le Borse europee da un venerdì nero

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Le piazze finanziarie europee, che trascinavano nelle prime ore di negoziazione perdite consistenti, sono riuscite a evitare il peggio, contenendo i danni in chiusura dopo le rassicurazioni giunte dal presidente americano Donald Trump, il quale ha temperato le tensioni sui rapporti commerciali con la Cina. I listini, sebbene abbiano chiuso l'ultima seduta della settimana in territorio negativo, hanno pertanto compiuto una parziale rimonta, ridimensionando in maniera significativa i cali che li avevano caratterizzati durante la mattinata. Un intervento, quello del presidente degli Stati Uniti, che ha fornito un argine alla deriva, sebbene non sia stato sufficiente a ribaltare completamente la tendenza, in un contesto generale ancora segnato da incertezze.

Il Ftse Mib e il peso delle banche

Il listino di Milano, che pure ha beneficiato del tono più disteso, ha lasciato sul terreno l’1,45%, posizionandosi su livelli non dissimili da quelli di Francoforte, mentre Parigi ha fatto registrare una performance leggermente migliore. A frenare il Ftse Mib, in particolare, è stato l’andamento del settore bancario, il quale ha risentito delle indiscrezioni, circolate con insistenza durante la giornata, circa nuovi contributi che il Governo avrebbe intenzione di chiedere alle banche per le finanze pubbliche. Una prospettiva che, com'è ovvio, ha immediatamente gravato sugli utili attesi degli istituti di credito, i quali hanno subito pesanti vendite, trascinando con sé l’indice principale.

L'analisi tecnica del Ftse Mib

Dal punto di vista dell’analisi tecnica, il quadro appariva già compromesso. Verso le 15:50, infatti, la performance del principale indice della Borsa di Milano era peggiorata, segnando un ribasso dell'1,21% e portandosi a 41.863 punti. Gli analisti si attendevano, per il resto della seduta, un’estensione della fase ribassista, indicando un’area di supporto iniziale a 41.498 punti e una successiva, più solida, a quota 41.133, con un livello di resistenza immediato situato a 42.090. La situazione di breve periodo si è pertanto indebolita, come confermato dall’analisi quantitativa che registrava un pericoloso rafforzamento della pressione al ribasso, con i principali indicatori direzionali – tra i quali il Macd, il Parabolic SaR e il Vortex – che si erano ormai girati in posizione short.

Una settimana negativa per l'azionario italiano

Quella che si è chiusa è stata, nel complesso, una settimana negativa per il mercato azionario italiano, con l’indice Ftse Mib che ha subito una rapida e marcata flessione, spinto in basso soprattutto dalla debolezza del comparto bancario, arrivando a scendere al di sotto della soglia psicologica dei 41.500 punti. La dinamica, che si è sviluppata in pochi giorni, ha eroso i guadagni accumulati in precedenza, lasciando spazio a un clima di attesa e a una rinnovata cautela da parte degli investitori, i quali hanno preferito muoversi con circospezione di fronte a un panorama tecnico così deteriorato.

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