Borsa, milano debole con l’europa e le banche dopo trump; bene eni
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Redazione Economia
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La seduta di giovedì 2 aprile, l’ultima prima della pausa pasquale, si è aperta all’insegna del rosso per Piazza Affari, la quale – confermando le attese che avevano accompagnato la chiusura dei listini asiatici – ha visto l’indice Ftse Mib segnare un calo dell’1,2%, sostanzialmente allineato con le perdite registrate a Parigi e Francoforte. Londra, in questa cornice di incertezza diffusa, ha mostrato una tenuta solo apparentemente migliore, limitando il ribasso allo 0,7%. Un clima che resta pesantemente condizionato dal discorso alla nazione del presidente americano Trump, tornato alla Casa Bianca, le cui parole hanno riacceso i timori legati a un prolungamento del conflitto in Medio Oriente.
Il peso delle banche e il crollo di alcuni big
Tra i titoli a elevata capitalizzazione, la flessione più marcata è stata quella di Avio, che ha ceduto il 4%, mentre Stm ha subito un arretramento del 3,5%. Non vanno meglio Prysmian e Amplifon, entrambe in calo del 3%. Il comparto del credito ha risentito particolarmente della nuova ondata di avversione al rischio: lo spread tra Btp e Bund è balzato del 5,5%, portandosi a 90 punti base, un movimento che ha inevitabilmente appesantito gli istituti bancari. Il Ftse Mib, intorno alle 11.45, viaggiava a 45.135 punti con una flessione dell’1,27%, dopo aver oscillato tra un minimo di 44.950 e un massimo di 45.318.
Eni, tenaris e saipem tengono il passo
In controtendenza – e questo è l’elemento che più ha colpito gli operatori – si è mossa Eni, balzata del 3,5% grazie alla corsa del petrolio, schizzato del 6% a 107 dollari al barile sia per il Wti che per il Brent. Un’impennata che ha trainato anche Tenaris e Saipem, entrambe in rialzo dello 0,5%, mentre il gas europeo ha segnato un +6% portandosi a 50 euro al megawatt all’ora. L’euro, al contrario, ha subito un deciso indebolimento (-0,55%) scendendo a 1,1527 sul dollaro, in un quadro che i futures sull’Eurostoxx 600 avevano già anticipato indicando un ribasso dell’1,66%.
Il quadro tecnico e la chiusura della settimana
La seduta del 27 marzo aveva già consegnato un ribasso composto e controllato per il principale indice milanese, che archiviò quella sessione con una flessione dello 0,74%. Guardando all’analisi tecnica, il Ftse Mib sembra allora suggerire un’estensione della linea ribassista: il pavimento da testare è individuato a quota 43.042 punti, mentre il tetto è rappresentato dall’area 43.865. Le previsioni – che gli operatori si limitano a prendere in considerazione senza alcuna certezza – parlano di un prolungamento della fase negativa verso nuovi minimi a 42.704. Giovedì 2 aprile, con l’apertura in deciso calo e l’indice a 45.045 punti (-1,5%), si sono concretizzati molti di quei timori. Lo stesso clima di incertezza, del resto, aveva già caratterizzato le prime contrattazioni della giornata, in un mercato che resta sospeso tra le parole di Trump e l’impennata delle materie prime.




