L'attentato di Parigi: una tragedia che poteva essere evitata
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Redazione Esteri
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La Francia è ancora sotto shock per l'attentato jihadista avvenuto a Parigi sabato sera, quasi ai piedi della Tour Eiffel. L'attacco ha causato la morte di un turista 23enne di nazionalità tedesco-filippina e ha lasciato altri due feriti, un francese di 60 anni e un britannico di 66 anni, colpiti con un martello ma non in pericolo di vita.
L'attentatore, arrestato nel quartiere di Passy, sulla Riva Destra della Senna, si è definito come un affiliato all'Isis e ha minacciato la polizia gridando «Allah Akbar». Durante l'interrogatorio, l'attentatore è apparso agli inquirenti «molto freddo», «chirurgico», ma anche «molto cooperativo» nello spiegare come è arrivato a colpire i turisti e uccidere un tedesco ventitreenne.
Nonostante la lucidità del suo discorso, i poliziotti non sono riusciti a rilevare gli elementi di disturbo psichico di cui il giovane terrorista avrebbe sofferto in passato. L'uomo ha girato un video in cui dichiara la sua adesione allo Stato islamico e ha detto di aver indossato molti strati di vestiti la sera dell’attacco per evitare gli effetti del Taser.
Questo tragico evento ha lasciato la città di Parigi e l'intera nazione in uno stato di sgomento e rabbia, con molte domande ancora senza risposta.




