Il calcio italiano piange Rocco Commisso
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Redazione Sport
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La notizia della scomparsa di Rocco Commisso, presidente della Fiorentina, ha attraversato con immediatezza il mondo dello sport, lasciando un senso di vuoto che va ben oltre i confini di Firenze. A rendere pubblico il cordoglio, naturale conseguenza di una perdita ritenuta da molti prematura, sono stati in primis i rivali sportivi, quelli che sul rettangolo di gioco si sono spesso contrapposti alla sua squadra. Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha sottolineato come si tratti di "un'enorme perdita per il calcio italiano", ricordando una "persona di grande spessore", mentre Claudio Lotito, alla guida della Lazio, ha evidenziato di condividere con il magnate italo-americano "la stessa visione", un'affermazione che, seppur in un contesto di profondo rimpianto, lascia intravedere una rara sintonia imprenditoriale. Le reazioni, del resto, non si sono limitate alle società di calcio, ma hanno coinvolto le istituzioni, come dimostra il messaggio del ministro per lo Sport e i giovani, Andrea Abodi, che su una nota piattaforma sociale lo ha definito "un uomo vero, semplice, schietto, sincero e carismatico".
Un legame profondo con la squadra e la città
Il percorso che ha legato indissolubilmente Commisso alla Fiorentina, un'unione che egli stesso ha sempre vissuto con un trasporto genuino e mai celato, è stato ricordato con parole commosse dal club viola. La società ha voluto rimarcare, in un breve ma intenso comunicato, l'amore che il presidente nutriva "per i suoi tifosi, i colori e la città di Firenze", elementi che ne hanno ispirato l'operato in ogni decisione. Un sentimento, quello per la squadra e per il suo popolo, che si è tradotto in un progetto concreto, volto a ridare stabilità e una precisa identità a un sodalizio che, prima del suo arrivo, navigava in acque piuttosto agitate. Giuseppe Marotta, amministratore delegato dell'Inter – club che ha espresso pubblicamente il proprio cordoglio, unendosi al dolore della famiglia e di tutta la Fiorentina – ha sintetizzato il tutto affermando che "perdiamo una persona vera", una definizione asciutta che racchiude, forse meglio di molte altre, l'essenza di un uomo noto per la sua schiettezza.
Il rispetto delle istituzioni del calcio
Anche gli organi di governo del calcio italiano hanno voluto unirsi al coro di dolore, manifestando pubblicamente il proprio sostegno in un momento così delicato. La Lega Calcio Serie A, per voce dei suoi organi dirigenti, ha espresso "il proprio cordoglio per la scomparsa del Presidente Rocco Commisso", un gesto istituzionale ma non per questo meno sentito, che si è accompagnato alla decisione di osservare un minuto di silenzio prima di tutte le partite del prossimo turno di campionato. Una commemorazione collettiva, questa, che trasformerà gli stadi italiani in luoghi di ricordo silenzioso, offrendo a tifosi e addetti ai lavori l'opportunità di riflettere sulla figura di un imprenditore che, come ricordato da più parti, ha saputo "costruire e consolidare un progetto solido".
L'eredità di un sogno incompiuto
Tra i molti aspetti che vengono oggi ricordati, non può passare in secondo piano l'ambizione che Commisso coltivava per il futuro della società, un'ambizione fatta di visioni a lungo termine e di opere concrete. Abodi, nel suo ricordo personale, ha accennato proprio a questo, menzionando le "chiacchierate insieme a Joe Barone" e, in particolare, "i suoi sogni a partire dal nuovo stadio", un progetto infrastrutturale a cui teneva in modo particolare e che rappresentava il fulcro della sua idea di crescita strutturale per il club. Quello stadio, un'opera ancora sulla carta, rimane oggi come il simbolo più tangibile di una visione interrotta, il lascito di un presidente che alla Fiorentina, come ha sottolineato lo stesso ministro, "ha dato tanto, in tutti i sensi", impegnando risorse e passione in una missione che sentiva profondamente sua.




