Il caos del Tardini e quelle immagini che nessuno può ignorare: Cuesta accusa, Gasperini risponde

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Redazione Sport Redazione Sport   -   “Tutta Italia ha visto cos’è successo”. La frase, pronunciata a caldo da Cuesta al termine di Parma-Roma, non lascia spazio a interpretazioni ambigue: il difensore, visibilmente scosso, faceva riferimento a una sequenza di episodi arbitrali talmente densa da trasformare una partita di calcio in un giallo giudiziario. E aggiungeva, quasi come un’inconfutabile prova documentale, “sì, ci sono le immagini”, perché l’arma più potente, in queste circostanze, resta sempre ciò che gli occhi – e le telecamere – hanno registrato. Il match, finito 3-2 per i giallorossi, ha regalato una rimonta folle nei minuti di recupero, ma sono stati i contorni della contesa – tra rigori concessi e altri inspiegabilmente negati, falli letti in maniera diametralmente opposta dai due schieramenti e un presunto tocco di mano di Mancini sul gol di Rensch – a innescare la polemica più vibrante.

Il conflitto a distanza e quel rigore non dato nel primo tempo

La rabbia di Cuesta, espressa davanti ai microfoni ancora col fiatone, ha trovato d’altronde una risposta immediata e ironica dall’altra sponda: Gasperini, in conferenza stampa, ha scelto di non alimentare lo scontro frontale, ma le sue parole – velate da un sorriso che sapeva di sfida – hanno confermato la distanza siderale tra le due versioni. A gettare ulteriore benzina sul fuoco ci ha pensato poi un episodio del primo tempo, riesumato dai tifosi social: un contrasto duro, sempre tra Mancini e Valenti, che secondo molti osservatori sarebbe valso un rigore alla Roma, mai però concesso dal direttore di gara. La sensazione, insomma, è che l’arbitro abbia navigato a vista in un mare di decisioni borderline, senza mai riuscire a imporre una linea coerente.

La rimonta che vale la Champions e l’aggancio al Milan

Nel frattempo, al netto della bufera arbitrale, la Roma ha ribaltato il Parma con due gol nel recupero – Rensch e il rigore di Malen – e si è riagganciata prepotentemente alla corsa per la Champions League. I giallorossi erano sotto di una rete fino a pochi minuti dal 90’, poi hanno dimostrato quel cinismo che spesso distingue le squadre abituate a giocarsi la posta alta. Con questi tre punti la truppa di Gasperini sale a quota 67, agganciando il Milan che affronterà l’Atalanta nella sfida di questa sera. La Juve, quarta, resta avanti di una sola lunghezza: ne consegue un testa a testa che promette battaglia fino all’ultima giornata, senza che nessuno possa concedersi il lusso di un passo falso.

Il rientro a Fiumicino tra i tifosi e quel rigore al 101’

La Roma, dopo essere scesa dalle montagne russe del Tardini, ha fatto rientro nella Capitale con un volo atterrato a Fiumicino alle 22:40, accolto da una cinquantina di tifosi radunati al Terminal 5. Una presenza, quella della gente, che testimonia l’attaccamento a una squadra capace di non mollare mai, come dimostra la cronaca del match: in vantaggio con Malen nel primo tempo (grazie anche a un ispirato Dybala, tornato titolare, capace di dispensare palloni in area con una precisione chirurgica), i giallorossi erano stati ribaltati da Strefezza e Keita. Poi il pareggio di Rensch al 94’ e, sette minuti più tardi, il rigore trasformato dallo stesso Malen al 101’. Un lampo di Soulé, intanto, aveva colpito un palo a Suzuki battuto, lasciando presagire che la serata sarebbe stata ricca di colpi di scena. Alla fine sono bastati quei centottanta secondi di follia per riaccendere un sogno europeo che nessuno, dentro e fuori lo spogliatoio, vuole più spegnere.

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