Darderi ko a Marrakech, Trungelliti da favola a 36 anni vola in finale

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il rosso di Marrakech, come spesso accade su questa terra che esalta i costruttori e punisce i prepotenti, ha regalato l’ennesima sorpresa di questa stagione. Luciano Darderi, numero 19 del ranking mondiale e campione in carica del “Grand Prix Hassan II”, non ha trovato la via per arginare la furia gentile di un avversario, Marco Trungelliti, che a 36 anni ha riscritto un pezzo di storia del tennis. L’azzurro, atteso al via come favorito numero uno del tabellone di questo Atp 250 dal montepremi complessivo di 612.620 dollari, è stato costretto ad alzare bandiera bianca al termine di una semifinale giocata punto a punto, chiusa dall’argentino con il punteggio di 6-4, 7-6 (2).

Una partita decisa nei dettagli, con Darderi mai realmente padrone del suo gioco

Proveniente dalle qualificazioni – circostanza che rende la sua cavalcata ancora più sorprendente – Trungelliti ha impiegato due ore e undici minuti per scardinare i meccanismi del suo rivale. Nel primo parziale, un break decisivo ha permesso al sudamericano di portarsi avanti; nel secondo, invece, si è arrivati al tie-break. Ed è lì, nel momento in cui i campioni dovrebbero fare la differenza, che Darderi è apparso evanescente, incapace di esprimere quel tennis aggressivo che lo ha reso celebre. Non è stata la sua giornata, si direbbe con un eufemismo, e la sconfitta lascia l’amaro in bocca a chi si aspettava una finale tutta italiana che, invece, non ci sarà.

Trungelliti nella storia dell’era open: nessuno come lui a questa età

Il dato che più colpisce, e che resterà negli archivi, è un altro. Trungelliti, classe 1989, è diventato il giocatore più anziano dell’era open – cioè da quando il tennis professionistico ha assunto la sua forma moderna – a raggiungere la sua prima finale nel circuito maggiore. Nessuno, prima di lui, era riuscito a centrare un traguardo del genere a 36 anni suonati. La sua, che molti hanno definito una “settimana da favola”, si è trasformata in un vero e proprio caso statistico: un qualificato che sbanca il campo del campione uscente, cancellando ogni pronostico.

Il presente e il futuro immediato: a Montecarlo l’occasione per ripartire

Per Darderi, eliminato in semifinale, la sconfitta brucia anche perché interrompe bruscamente il cammino di difesa del titolo vinto l’anno precedente. L’azzurro, però, avrà modo di riscattarsi a brevissimo: il calendario lo aspetta sulla terra battuta di Montecarlo, primo Masters 1000 della superficie e terzo appuntamento di questa categoria dopo i due americani di Indian Wells e Miami. Un palcoscenico diverso, più prestigioso, dove ritrovare quella solidità mentale che oggi, contro la pazienza e l’esperienza del suo avversario, gli è venuta a mancare.

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