Marrakech, Trungelliti elimina Darderi e vola in finale a 36 anni

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Sulla terra battuta che aveva incoronato Luciano Darderi dodici mesi fa, il destino ha voluto che fosse un altro tennista di origini argentine – seppur con cittadinanza italiana – a dover cedere il passo. Marco Trungelliti, classe 1990 e attualmente numero 117 del mondo, ha costruito la sua più grande impresa sportiva tra i vicoli polverosi di Marrakech, superando il campione in carica con un doppio 6-4 e 7-6 in due ore e undici minuti di gioco. Una vittoria, quest’ultima, che non rappresenta soltanto l’accesso alla sua prima finale nel circuito maggiore, ma che lo consegna agli annali della disciplina: mai nessun giocatore, prima di lui, aveva raggiunto un simile traguardo alla sua età.

Un record di longevità e la prima volta tra i migliori cento

A trentasei anni compiuti, l’argentino ha infranto una barriera che sembrava destinata ai soli predestinati o, quantomeno, a chi aveva già assaporato il successo in gioventù. Trungelliti, al contrario, è l’emblema del viandante del circuito: abituato a vivere nell’ombra dei Challenger, si è ritrovato a giocare i punti decisivi contro il numero diciannove del ranking Atp, e li ha vinti quasi tutti. Nel primo parziale, caratterizzato da ben cinque break complessivi, è stato l’argentino a spuntarla nel decimo game; nella seconda frazione, dopo aver subito il ritorno dell’azzurro, ha chiuso al tie-break con un perentorio 7-2, annullando di fatto le residue speranze di Darderi di forzare il terzo set.

Il cammino del santiagueño – questo il soprannome che richiama le sue origini – era già stato costellato di segnali importanti nei giorni precedenti, come la vittoria ai quarti sul francese Corentin Moutet in tre set. Tuttavia, proprio l’affermazione su Darderi assume una valenza particolare per l’azzurro, il quale era partito nettamente favorito e ha invece dovuto cedere il passo a un avversario che ha gestito meglio le tensioni del match. Con questo risultato, Trungelliti entra per la prima volta nella top 100 mondiale, diventando anche il debuttante più anziano in questo ristretto club da cinquant’anni a questa parte.

Il peso di un passato da whistleblower

Non si può raccontare la parabola di Trungelliti senza accennare a un capitolo oscuro che ha segnato la sua carriera, molto più di un infortunio o di una sconfitta. Diversi anni fa, quando ancora militava stabilmente nei tornei minori, l’argentino ricevette un approccio diretto da un presunto fixer, un individuo che si spacciava per sponsor ma che in realtà offriva denaro in cambio della vendita del risultato. A differenza di molti colleghi – alcuni dei quali, come avrebbe poi rivelato lui stesso, scelsero il silenzio – Trungelliti contattò subito l’unità investigativa della TIU, fornendo nomi, messaggi e una testimonianza dettagliata che portò alla squalifica di tre connazionali, tra cui Nicolas Kicker.

Quella scelta, lungi dal garantirgli riconoscenza, lo trasformò in un paria agli occhi di buona parte dello spogliatoio. Ricevette insulti, minacce di morte e vide la sua vita trasformarsi in un incubo; fu costretto a lasciare l’Argentina per trasferirsi ad Andorra, cercando quella serenità che il circuito non gli concedeva più. In un’intervista rilasciata anni fa, l’atleta confessò di aver pianto per lo stress e di aver distrutto racchette in preda alla frustrazione, aggiungendo che le organizzazioni avrebbero potuto fare molto di più per proteggerlo.

L’azzurro Darderi si arrende e lascia il trono

Per Luciano Darderi, invece, la trasferta marocchina si chiude con l’amarezza di non aver difeso il Titolo conquistato nella scorsa edizione. Il numero uno del tabellone, che era approdato in semifinale senza giocare a causa del ritiro di Yannick Hanfmann, è apparso spesso in difficoltà nel rispondere alla potenza e alla precisione del suo avversario. Al di là della sconfitta, l’azzurro dovrà processare una prestazione opaca, caratterizzata da errori non forzati in momenti cruciali – come testimoniano i tre smash consecutivi sbagliati in un punto chiave del secondo set, immortalati dagli highlight del torneo.

L’eliminazione del campione uscente apre così le porte a una finale del tutto inedita, dove l’argentino affronterà il giovane spagnolo Rafael Jodar. Per Trungelliti, indipendentemente da ciò che accadrà nell’ultimo atto, la favola è già servita: a dimostrazione che, talvolta, la giustizia poetica – come la sua personale battaglia contro le combine – può trovare un lieto fine anche sul campo in battuta.

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