La Lube si arrende in Polonia, svanisce il sogno della Final Four di Torino

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La rimonta che sembrava scritta solo nei romanzi sportivi, quella che avrebbe permesso alla Cucine Lube Civitanova di ribaltare il pesante 3-0 incassato all’Eurosuole Forum, si è infranta contro il muro solido e disciplinato dell’Aluron CMC Warta Zawiercie. I marchigiani, reduci da una prestazione opaca davanti al proprio pubblico, sono caduti nuovamente con il medesimo scarto (25-22, 25-18, 26-24) nell’inferno dell’Arena Sosnowiec, salutando così la massima competizione europea ai quarti di finale. Davanti a oltre tremila spettatori – tra i quali non sono mancati i consueti cori dei fedelissimi Predators giunti dalle Marche – la squadra di Giampaolo Medei ha subito la legge del campo, venendo superata in intensità e cinismo da una compagine polacca che ha confermato il proprio status di candidata seria al Titolo.

Missione impossibile e primo parziale sfumato

La sfida si presentava in salita ancor prima del fischio d’inizio, considerando il passivo maturato in casa; per sperare nella Final Four di Torino, che quest’anno avrà un sapore tutto polacco, ci sarebbe voluta una prestazione perfetta sotto ogni aspetto, dalla battuta alla ricezione. Nonostante un avvio incoraggiante, dove la Lube ha provato a giocare alla pari con i vicecampioni d’Europa, il primo set ha rivelato le prime crepe nel piano partita. La squadra marchigiana, pur tenendo testa agli avversari nei primi scambi, ha iniziato a soffrire la pressione al servizio, commettendo numerosi errori che hanno regalato punti preziosi ai padroni di casa. Nel parziale d’apertura, chiuso sul 25-22, l’atteggiamento tattico dei ragazzi di Medei ha mostrato qualche timido miglioramento rispetto alla gara d’andata, ma la discontinuità in battuta si è rivelata letale. Lo Zawiercie, dal canto suo, ha fatto leva sulla solidità difensiva e su una regia precisa, riuscendo a mantenere il vantaggio nei momenti cruciali senza mai concedere ai cucinieri quella scossa emotiva necessaria per riaprire i giochi.

Il crollo nel secondo parziale e l’orgoglio nel terzo set

Se nel primo set la resistenza era stata encomiabile, la seconda frazione ha rappresentato il crollo psicologico e tecnico della Lube. La formazione di casa ha alzato il ritmo, sfruttando le difficoltà di ricezione degli ospiti per piazzare un break decisivo che ha tagliato le gambe ai marchigiani. L’inerzia della partita è diventata in quel momento un peso insostenibile per gli uomini di Medei, che hanno subito un vero e proprio black-out, perdendo lucidità in attacco e permettendo ai polacchi di dilagare. Il 25-18 finale nel secondo set non ha fatto altro che certificare l’evidente divario atletico e mentale tra le due squadre in questa specifica serata, vanificando ogni possibilità di rimonta complessiva. Solo a risultato ormai compromesso, e con la qualificazione saldamente in mano ai padroni di casa, la Lube ha ritrovato dignità e orgoglio nel terzo parziale. Giocato a viso aperto, questo set ha restituito un’immagine più combattiva della squadra italiana, capace di arrivare ai vantaggi e di lottare punto su punto. Il 26-24 finale ha avuto il sapore amaro di un’occasione persa, il classico “se” destinato a rimanere nei rimpianti: se la Lube avesse mostrato questo spirito nei momenti caldi dei primi due set, forse la storia sarebbe stata diversa.

Un percorso europeo dominato dai polacchi

Guardando ai duecento minuti complessivi giocati tra andata e ritorno, l’eliminazione della Lube appare come una conseguenza inevitabile della superiorità mostrata dall’Aluron CMC Warta Zawiercie. I polacchi hanno gestito la doppia sfida con la maturità di una corazzata, sbancando Civitanova con un secco 3-0 e ripetendosi tra le mura amiche senza mai lasciare spazio alla speranza. Per i tifosi biancorossi, che avevano sognato un’impresa dopo lo storico successo in Champions del 2019 e le finali perse negli anni successivi, rimane il rammarico per una prestazione sottotono nei momenti che contavano. Il cammino europeo si ferma dunque ai quarti, un verdetto severo ma giusto sul campo, che lascia ai polacchi l’onore di rappresentare la propria nazione nella seconda Final Four consecutiva, mentre Civitanova dovrà voltare pagina e concentrare le energie sui prossimi impegni nazionali.

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