Avellino-Torino, Mascardi para tre rigori e i granata vincono il memorial Criscitiello

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il quarto memorial "Sandro Criscitiello" ha regalato emozioni e colpi di scena al "Partenio-Lombardi", dove l'Avellino e il Torino si sono affrontate in un test amichevole dal sapore più intenso del semplice riscaldamento precampionato. A decidere le sorti del trofeo, al termine dell'1-1 maturato nei novanta minuti regolamentari, è stata la lotteria dei rigori; e in quella sequenza dal dischetto, il grande protagonista assoluto è stato il giovane estremo difensore granata Diego Mascardi.

Il portiere carrarino, con una prestazione da mani di marmo, ha neutralizzato tre penalty su quattro, trascinando il Torino alla vittoria per 4-2 e concedendosi il lusso di alzare il trofeo in una serata che resterà a lungo nella memoria dei tifosi presenti sugli spalti. Una vittoria che, al di là del risultato, ha fornito indicazioni preziose a mister Ignazio Abate, alle prese con la costruzione del suo nuovo Torino e con la necessità di testare soluzioni e moduli in vista dell'inizio ufficiale della stagione.

La notte del "Partenio-Lombardi" e lo show di Mascardi

L'atmosfera allo stadio di Avellino era quella delle grandi occasioni, nonostante si trattasse di un'amichevole di lusso; la presenza del Torino di Serie A, a dodici anni di distanza dall'ultimo confronto con una squadra della massima serie in un triangolare che coinvolse Parma e Bordeaux, ha richiamato un pubblico caldo e partecipe.

A riscaldare gli animi, prima del fischio d'inizio, anche la presentazione delle squadre e delle nuove maglie, avvenuta in Piazza della Libertà con il supporto dell'Associazione per la Storia, e gli scatti del fotografo Mario D'Argenio che hanno immortalato i volti e le emozioni dei tifosi sugli spalti. Ma sul rettangolo verde, a prendersi la scena, è stato il giovane Luca Di Maggio, autore del gol che ha portato in vantaggio l'Avellino nel corso dei novanta minuti, rispondendo poi alla reazione granata che ha fissato il punteggio sull'1-1.

Una parità che ha aperto le porte alla sequenza di rigori, e lì è emersa la figura di Mascardi: tre parate decisive che hanno spento i tentativi dei calciatori irpini e regalato la quarta edizione del trofeo alla squadra di Abate.

Le indicazioni tattiche per Nesta e il valore di Fila

Al di là del risultato, che nel contesto di un test precampionato assume un peso relativo, l'amichevole ha offerto a mister Nesta spunti tattici di non poco conto nella sua riflessione sull'identità di gioco dell'Avellino. La squadra irpina ha retto bene l'urto contro un avversario di categoria superiore, mostrando compattezza e capacità di manovra; ma è stato Daniel Fila a catalizzare l'attenzione, grazie a una prestazione che gli è valsa il premio di MVP della partita.

La sua lucidità, la qualità delle giocate e la duttilità nel muoversi tra le linee offensive hanno rappresentato uno dei segnali più incoraggianti per il tecnico dei lupi, che cerca di cesellare un collettivo capace di esprimere un calcio propositivo anche contro formazioni più blasonate. L'esperimento di modulo varato da Nesta ha retto bene nel primo tempo, salvo poi subire gli aggiustamenti tattici dell'avversario nella ripresa, ma l'impressione è che la squadra abbia le potenzialità per crescere ancora, assecondando il lavoro quotidiano sul campo.

Abate e le difficoltà del precampionato: "Bisogna trovare soluzioni alternative"

Al termine della sfida, il tecnico del Torino Ignazio Abate non ha nascosto le difficoltà insite in questo periodo di preparazione, ma ha comunque espresso soddisfazione per i progressi mostrati dalla squadra, pur con la consapevolezza che il cammino è ancora lungo.

"Stiamo crescendo piano piano", ha dichiarato Abate, "c'è ancora da lavorare tanto; abbiamo fatto un buon primo tempo, poi nel secondo tempo li ho messi io sinceramente un po' in difficoltà cambiando modulo, però avendo tanti ragazzi in panchina bisogna trovare anche soluzioni alternative e quindi piano piano cresceremo ancora di più".

Un'analisi che fotografa lo stato d'animo di un allenatore alle prese con la gestione di un gruppo numeroso e con l'esigenza di sperimentare assetti diversi, magari a costo di sacrificare momentaneamente la brillantezza della manovra, pur di ampliare il bagaglio tattico a disposizione per la stagione che verrà. Il trofeo sollevato al cielo da Mascardi è stato il sigillo su una serata che, per il Torino, ha rappresentato un passo avanti nel rodaggio estivo, ma anche un monito sulla necessità di affinare i meccanismi in vista degli impegni ufficiali.

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