Avellino-Torino, il memorial Criscitiello regala spunti e un protagonista inaspettato tra i pali

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La quattro giorni di festa si è chiusa con il sipario che cala sul "Partenio-Lombardi", ma le immagini catturate dagli obiettivi di Mario D'Argenio resteranno a testimoniare un pomeriggio di calcio, passione e ricordi. L'Avellino e il Torino si sono affrontate nel quarto memorial "Sandro Criscitiello", un'occasione per onorare la memoria del giornalista scomparso e per testare sul campo le condizioni di due squadre che si apprestano a vivere stagioni molto diverse tra loro.

I tifosi irpini hanno risposto presente in massa, gremendo gli spalti e creando un'atmosfera che ha ricordato i tempi migliori del calcio che fu, con il tifo caldo e partecipato di una piazza che non dimentica le sue radici. L'evento, patrocinato dall'Associazione per la Storia in Piazza della Libertà, ha avuto il suo clou nella sfida tra i lupi di Alessandro Nesta e i granata guidati da Ignazio Abate, un confronto che ha messo in luce qualità, difetti e qualche sorpresa che potrebbe rivelarsi preziosa in vista degli impegni ufficiali.

La parata che vale un trofeo: Mascardi si prende la scena

Se c'è un nome che risuona più forte di altri al termine della sfida, quello è senza dubbio Diego Mascardi. Il giovane portiere, classe 2005, cresciuto nel settore giovanile dello Spezia e ceduto al Torino non più tardi di due settimane fa, ha letteralmente rubato la scena nella lotteria dei rigori. Dopo l'1-1 maturato nei novanta minuti regolamentari, con Luca Di Maggio che aveva trovato il gol per i padroni di casa e i granata che avevano risposto a loro volta, Mascardi si è trasformato in un muro invalicabile dagli undici metri.

Tre rigori parati, una prestazione che sa di consacrazione e un trofeo alzato al cielo che, sebbene sia solo un memorial estivo, rappresenta per lui una prima, importantissima conferma con la nuova maglia. Il Torino ha vinto per 4-2 dopo i calci di rigore, ma il risultato, come spesso accade in questi frangenti, è l'aspetto meno significativo di una giornata che ha offerto spunti tecnici interessanti.

Per il portiere, invece, questa serata di grazia potrebbe valere molto più di un semplice trofeo: una prova di carattere e personalità che Abate e il suo staff sicuramente hanno registrato con attenzione, valutandolo come possibile alternativa per la prossima stagione.

Nesta sperimenta: Fila MVP e i moduli del futuro

Alessandro Nesta, tornato sulla panchina dell'Avellino dopo un'esperienza in Serie B che lo ha visto protagonista a Reggio Emilia, ha approfittato del test contro una formazione di Serie A per verificare lo stato di forma della sua squadra e per fare qualche esperimento tattico. Dodici anni dopo quel triangolare contro Parma e Bordeaux che aveva segnato un'epoca, il "Partenio" ha potuto riabbracciare una compagine della massima serie e l'occasione non è stata sprecata.

Nesta ha schierato i suoi con un modulo che ha alternato momenti di pressing asfissiante a fasi più ragionate di possesso palla, cercando di mettere in difficoltà una difesa granata che ha mostrato qualche momento di appannamento. Il premio di MVP della partita è andato a Daniel Fila, attaccante che per lucidità, giocate e duttilità offensiva ha messo in mostra tutte le sue qualità, risultando il terminale più pericoloso della manovra irpina.

La sua capacità di svariare su tutto il fronte d'attacco e di creare spazi per i compagni è stata una costante, suggerendo che Nesta potrebbe aver trovato un punto fermo su cui costruire la manovra offensiva della sua squadra. L'allenatore ha osservato, valutato e probabilmente preso appunti, consapevole che il tempo degli esperimenti è ormai agli sgoccioli e che il difficile, come si suol dire, inizia ora.

Abate e la crescita graduale: "Cambiando modulo ho creato difficoltà"

Sul fronte opposto, Ignazio Abate ha vissuto il suo primo vero test stagionale con il Torino, ereditato dopo un'estate che lo ha visto protagonisti di un avvicendamento in panchina. Il tecnico, ex giocatore del Milan e della Nazionale, ha commentato la prestazione dei suoi con l'occhio critico di chi sa che il lavoro è ancora in fase di rodaggio. Le dichiarazioni rilasciate al termine della partita hanno fatto emergere un quadro chiaro della sua filosofia: "Stiamo crescendo piano piano, c'è ancora da lavorare tanto.

Abbiamo fatto un buon primo tempo, poi nel secondo tempo li ho messi io sinceramente un po' in difficoltà cambiando modulo, però avendo tanti ragazzi in panchina bisogna trovare anche soluzioni alternative e quindi piano piano cresceremo ancora di più". Parole che fotografano la volontà di sperimentare, di dare minutaggio a tutti gli elementi della rosa e di costruire un'identità di gioco solida, anche a costo di qualche passaggio a vuoto.

Il cambio di modulo nella ripresa, voluto proprio per testare soluzioni diverse, ha creato un po' di scompiglio, ma Abate non ha nascosto la sua soddisfazione per l'impegno profuso e per i segnali positivi arrivati, a partire dalle parate decisive del suo giovane portiere fino alla tenuta difensiva mostrata a tratti. L'obiettivo è quello di arrivare all'inizio del campionato con le idee chiare e un gruppo coeso, e questo tipo di partite, anche se amichevoli, servono proprio a mettere carne al fuoco e a capire su quali pedine fare affidamento.

La festa dei tifosi e il calcio che unisce

Al di là dell'aspetto tecnico-tattico, il memorial "Sandro Criscitiello" ha confermato il suo valore come momento di aggregazione e di memoria storica per la città di Avellino. Le fotogallery realizzate da Mario D'Argenio hanno immortalato non solo le azioni da gol e le parate, ma anche i volti dei tifosi, le bandiere sventolate e il calore che solo un pubblico del Sud sa regalare.

La presentazione delle squadre e delle nuove maglie, avvenuta in Piazza della Libertà con l'Associazione per la Storia, ha rappresentato il preludio ideale a un pomeriggio di sport che ha saputo coinvolgere grandi e piccini. Per i lupi, l'occasione di confrontarsi con il Torino ha rappresentato un test importante per misurare il divario con la massima serie, ma anche per sognare, per un pomeriggio, un ritorno a quei tempi in cui il "Partenio" era teatro di sfide epiche.

Il quarto memorial porta con sé un bagaglio di emozioni che vanno oltre il risultato finale, e il fatto che l'evento sia cresciuto di edizione in edizione dimostra come la memoria di Sandro Criscitiello viva ancora nel cuore degli appassionati. Con il campionato ormai alle porte, sia Nesta che Abate sanno che il vero banco di prova inizierà a breve, ma serate come queste servono a ricordare che il calcio è fatto anche di storie, di ricordi e di quella passione che fa battere il cuore sugli spalti.

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