Chiariello difende Parlato e punge Criscitiello: "Tu eri un raccomandato di Avellino!"
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Redazione Sport
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La scena mediatica italiana, spesso teatro di scontri verbali e polemiche, ha vissuto un nuovo capitolo che ha riportato alla mente i toni accesi e le atmosfere surreali delle vecchie televisioni private degli anni Settanta e Ottanta. Protagonisti di questa vicenda sono Umberto Chiariello, giornalista di lungo corso, e Michele Criscitiello, direttore di Sportitalia, che nei giorni scorsi ha licenziato in diretta tv il collega Manuel Parlato durante una trasmissione dedicata al calciomercato. Un episodio che ha scatenato reazioni a catena, con Chiariello che, intervenendo su Radio Crc, ha preso le difese di Parlato e lanciato un’accusa diretta a Criscitiello: "Tu eri un raccomandato di Avellino!".
La vicenda ha avuto inizio durante una puntata della trasmissione condotta da Criscitiello, in cui Parlato, collegato in remoto, ha commentato una gag avvenuta la sera precedente, quando un altro giornalista della testata aveva ironizzato sui mancati acquisti del Napoli. Criscitiello, visibilmente irritato, ha interrotto bruscamente il collega, dichiarandolo licenziato in diretta. Un gesto plateale che ha immediatamente fatto il giro dei social e dei media, riportando alla memoria stili comunicativi che sembravano appartenere al passato.
Chiariello, intervenendo su Radio Crc insieme a Marco Giordano, ha ricostruito i fatti con toni sarcastici e pungenti, paragonando la situazione a un confronto tra opposti estremismi: "Oggi faccio il baffone, Stalin! Lui fa il fascista e io faccio il comunista". Un’affermazione che, al di là della provocazione, sottolinea la polarizzazione dei toni e delle posizioni in campo. Il giornalista ha poi aggiunto, rivolgendosi a Criscitiello: "Tu eri un raccomandato di Avellino!", un’accusa che sembra voler sminuire l’autorevolezza del direttore di Sportitalia, riportando alla luce presunti trascorsi legati a logiche di favoritismo.
Criscitiello, dal canto suo, non si è sottratto al confronto, tornando più volte sull’accaduto e approfittando dell’occasione per criticare il Napoli e il suo responsabile della comunicazione, Nicola Lombardo. Secondo il direttore di Sportitalia, Lombardo avrebbe avuto un comportamento contraddittorio nei confronti di Parlato, contribuendo a creare un clima di tensione. "Mi avevate chiamato per farlo licenziare, buttato fuori dal centro sportivo", ha dichiarato Criscitiello, lasciando intendere che dietro l’episodio ci sarebbero state pressioni esterne.
Il caso, oltre a mettere in luce dinamiche interne al mondo del giornalismo sportivo, ha riportato in primo piano un modo di fare televisione che, pur essendo spesso criticato, continua a esercitare un certo fascino sul pubblico. I riferimenti a figure come Donald Trump o Aldo Biscardi, noti per il loro stile comunicativo diretto e spesso sopra le righe, non sono casuali. Si tratta di un modello che, pur con tutte le sue contraddizioni, sembra ancora in grado di catturare l’attenzione, mescolando informazione e intrattenimento in un mix che non manca di suscitare polemiche.




