Caso Manuel Parlato, la solidarietà del Napoli: “Complimenti per il coraggio”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non capita spesso di assistere a un licenziamento in diretta televisiva, eppure è esattamente ciò che è accaduto martedì 4 febbraio su Sportitalia, durante una delle puntate del programma dedicato al calcio. Protagonista della vicenda, che ha rapidamente fatto il gioco dei social e dei media, è stato Manuel Parlato, giornalista partenopeo noto per seguire le vicende del Napoli. A decretare la fine del suo rapporto con l’emittente sportiva è stato il direttore Michele Criscitiello, che, in modo plateale e senza mezzi termini, gli ha comunicato l’addio durante un collegamento in diretta.

La scintilla che ha scatenato l’ira di Criscitiello è stata una battuta di Parlato, il quale, riferendosi a una gag del collega Tancredi Palmeri su Noah Okafor, ha commentato: “La cosa che è piaciuta di meno a tutti è stata proprio quella”. Una frase apparentemente innocua, ma sufficiente a far perdere la pazienza al direttore, che ha replicato seccamente: “Qui non lavorerai più”. Una scena che, oltre a lasciare basiti i telespettatori, ha sollevato non poche polemiche, portando il sindacato dei giornalisti a prendere posizione e Parlato stesso a presentare un esposto all’Ordine dei Giornalisti.

La reazione del mondo del calcio non si è fatta attendere. Nicola Lombardo, responsabile della comunicazione della SSC Napoli, ha espresso solidarietà al collega, definendo il gesto di Parlato come un atto di coraggio. “Complimenti per il coraggio!”, ha scritto Lombardo, sottolineando come il giornalista abbia mantenuto la professionalità nonostante la situazione imbarazzante. Una presa di posizione che, se da un lato evidenzia il clima teso all’interno di Sportitalia, dall’altro mette in luce le dinamiche spesso complesse che caratterizzano il rapporto tra giornalisti e direttori nelle redazioni sportive.

Quello di Parlato non è un caso isolato, ma si inserisce in un contesto più ampio, dove la libertà di espressione e i toni utilizzati in televisione sono spesso al centro di dibattiti. La scena, diventata virale in poche ore, ha riacceso il confronto sui metodi di gestione delle redazioni e sui limiti dell’autorità dei direttori, specialmente quando esercitata in modo così pubblico e drastico.

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