A Monza con la BMW M5, salotto da 300 km/h
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Nel panorama automobilistico contemporaneo, dove l’omologazione e la noia sembrano dominare, BMW ha scelto di seguire una strada differente con la nuova M5, un modello che non è solo un'evoluzione della sua storica berlina, ma un vero e proprio manifesto di prestazioni ed emozioni di guida e della capacità tecnologica della casa tedesca. Con 40 anni di storia e sette generazioni alle spalle, la BMW M5 si rinnova mantenendo intatto il suo DNA votato alle performance ed al confort pur introducendo una motorizzazione ibrida plug-in decisamente più eco-compatibile delle passate versioni.
Non capita spesso di guidare un'auto come la BMW M5 in un tracciato come l'Autodromo di Monza, e forse è proprio questa la sua magia: una berlina sportiva da 727 cavalli, progettata per gestire tutto, dai viaggi quotidiani al traffico cittadino, si trasforma in un animale completamente diverso quando messa alla prova su un tracciato iconico. Ed è qui che la guida non è più solo questione di tecnica, ma diventa una conversazione con il mezzo.
È stata una scelta coraggiosa quella di BMW di farci guidare la nuova M5 in pista, anche se la prova si è svolta sul tracciato di Monza, caratterizzato da rettilinei lunghi e curve ad ampio raggio, come la Curva Biassono, le due di Lesmo e la Parabolica. Ma anche un circuito tra i più veloci non è certo un territorio favorevole per un’auto lunga più di cinque metri che pesa oltre due tonnellate e mezzo.
A 40 anni dal lancio della capostipite arriva la settima generazione della BMW M5. Fin dal primo istante si capisce che è cambiata moltissimo, a partire dalle dimensioni e dal design.




