La nuova BMW M3 elettrica sarà sempre una vera BMW M. E sul prezzo...
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Redazione Economia
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L’industria dell’auto, si sa, vive un paradosso continuo: da un lato l’urgenza di elettrificare ogni segmento, dall’altro la necessità di non tradire un’identità costruita in decenni. Eppure, c’è chi questo paradosso sembra averlo risolto – o quantomeno affrontato senza ipocrisie – ed è la BMW. Dopo il debutto ufficiale della nuova i3, che ha già cominciato a circolare su strada e nelle cronache del settore, il prossimo anno il marchio bavarese alzerà ulteriormente l’asticella: arriverà la versione ad altissime prestazioni, vale a dire la nuova BMW M3 elettrica. Quest’ultima poggerà anch’essa sulla piattaforma Neue Klasse, una base modulare che il costruttore di Monaco ha voluto per governare il futuro invece di subirlo. Si parla, in particolare, di un powertrain raffinatissimo composto da ben quattro motori elettrici, uno per ruota: una soluzione che permetterebbe un controllo della trazione millimetrico, quasi maniacale.
Oltre i mille cavalli o qualcosa in meno? Il dilemma della potenza
Non sono mancate, nelle ultime settimane, indiscrezioni che parlavano di una potenza capace di superare quota 1.000 CV. Un dato, quest’ultimo, che farebbe della futura M3 elettrica una delle berline sportive più estreme mai concepite, termiche comprese. Tuttavia, secondo alcune fonti vicine all’ambiente di sviluppo, la cifra effettivamente offerta al debutto potrebbe rivelarsi inferiore. Non per un ripensamento strategico, ma per una questione di equilibrio: troppi cavalli su una piattaforma già di per sé rivoluzionaria rischierebbero di rendere l’auto poco fruibile persino per i guidatori più esperti. Ciò che appare certo, invece, è che la nuova generazione della M3 segnerà una svolta epocale nella storia del marchio. Nessuna retorica, nessun annuncio trionfale: i fatti parlano chiaro.
Prezzo nello stesso range della termica: una scelta di parità
E veniamo al capitolo che fa più rumore, quello economico. Secondo quanto riportato da Autocar – testata che spesso si dimostra ben informata sulle strategie tedesche – la versione completamente elettrica della sportiva, attesa per il 2027, avrà un costo “nello stesso range” della futura M3 a benzina. Una decisione che dice molto sulla volontà di BMW M: non creare una frattura economica tra elettrico e termico, ma piuttosto offrire una doppia possibilità parallela per due tipologie diverse di clienti. Chi vorrà ancora il rombo del sei cilindri potrà averlo; chi sarà pronto a passare alla spina non dovrà pagare un sovrapprezzo proibitivo. In un mercato automobilistico sempre più caotico, fatto di incentivi ballerini e normative europee che cambiano più velocemente delle gomme da gara, questa strategia appare quanto meno coerente.
Trenta nuove M entro il 2030: il piano che non ti aspetti
La casa dell’elica, insomma, sta interpretando il caotico car market contemporaneo meglio di molti concorrenti. Continua a investire sul futuro senza mai dimenticare la tradizione – e senza fare processi ai puristi. La gamma del brand teutonico si fa ogni giorno più variegata: accanto alle proposte completamente elettriche, resistono le ibride leggere, le endotermiche spinte e persino le tecnologie FCEV a idrogeno. Nei prossimi anni, infatti, ci sarà spazio per ben 30 modelli nuovi o profondamente aggiornati: una tornata che include vetture ad altissime prestazioni, varianti M Performance, restyling di mezzo ciclo vita e serie speciali. La M3 elettrica, in questo quadro, non è un fuoco di paglia. È il tassello più visibile di un mosaico che BMW sta componendo con pazienza, senza urlare ai quattro venti di avere già vinto la partita. Anzi: l’approccio è quasi silenzioso, da chi sa che il futuro si guida, non si grida. E la M3 elettrica, con i suoi quattro motori e una potenza ancora da definire, si prepara a entrare in scena senza chiedere il permesso a nessuno.




