Nadal, un commiato difficile

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Lacrime e fatica hanno segnato l'addio di Rafael Nadal al tennis, un addio che ha visto il pubblico gridare il suo nome, "Rafa! Rafa!", in un boato che pesava come le gambe stanche del campione. La partita numero 1308 della sua carriera, a 38 anni, si è conclusa con una sconfitta contro Botic van de Zandschulp, 6-4, 6-4, una partita carica di emozioni ma povera di tennis, che ha calato il sipario su una carriera straordinaria.

Dopo la sconfitta, Nadal ha tifato per Carlos Alcaraz, che ha battuto Griekspoor 2-0, e poi per la coppia Alcaraz-Granollers, che ha perso contro Van de Zandschulp e Koolhof, decretando l'eliminazione della Spagna dalla Coppa Davis e il ritiro di Nadal. La fine di un'era, quella di Nadal, che ha visto il maiorchino perdere il primo singolare contro Van de Zandschulp e poi assistere impotente alla sconfitta della sua squadra.

Federer e Nadal, amici prima che rivali, hanno mostrato al mondo cosa significa essere amati e rispettati, un sentimento nato dalla cura e dall'attenzione reciproca. Federer ha sempre guardato Nadal con affetto, un affetto che si è manifestato anche nei piccoli rituali del maiorchino, come allineare le bottiglie d'acqua o sistemarsi i capelli.

Nadal, in conferenza stampa, ha ringraziato tutti, dichiarandosi un privilegiato per aver potuto vivere una carriera così straordinaria, ma ha ammesso che il suo corpo gli dice di smettere.

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