Una valanga di emendamenti sulla manovra tra condoni e nuove tasse

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il disegno di legge di Bilancio, approdato in Parlamento, si trova a dover affrontare una mole impressionante di proposte modificative, che ne minano l'impianto originario e rivelano, in modo piuttosto evidente, le profonde perplessità che attraversano persino gli schieramenti che sostengono l'esecutivo. Sono stati presentati, infatti, complessivamente cinquemilasettecento emendamenti, un numero che, di per sé, delinea la portata del tentativo di riscrittura di parti centrali della Manovra. Di queste proposte, una parte cospicua, circa milleseicento, proviene direttamente dai gruppi parlamentari di maggioranza, i quali, con questo gesto, mostrano un dissenso che va ben al di là del semplice affinamento tecnico del testo legislativo.

Le richieste della maggioranza

Scorrendo l'elenco delle proposte avanzate dalla coalizione di governo, se ne ricava un catalogo eterogeneo e talvolta contraddittorio di interventi. Si spazia, per fare alcuni esempi, dal cosiddetto "bonus tombe", che introdurrebbe un'agevolazione fiscale per la ristrutturazione dei loculi cimiteri, al finanziamento per il completamento delle linee metropolitane di Roma, Napoli e Milano. Viene proposta, da alcuni, l'istituzione di una no tax area per i redditi degli under 35, mentre altri puntano su un nuovo condono edilizio da applicare specificamente in Campania. Non mancano, poi, iniziative come l'emissione di un Btp dedicato alla sanità, finalizzato alle assunzioni nel Servizio sanitario nazionale, o agevolazioni fiscali per i nonni che sostengono economicamente i nipoti. C'è chi ha presentato un emendamento per un fondo sulla cybersicurezza nel trasporto aereo e chi, invece, propone di vendere le quote italiane nel Meccanismo europeo di stabilità per ricavarne risorse da destinare alla sanità. Sul fronte degli affitti, emergono proposte di cedolare secca al quindici percento per i contratti a lungo termine, una riduzione del cinquanta percento dell'Imu per gli immobili locati a canone concordato, oppure l'estensione su tutto il territorio nazionale di questo tipo di canone.

Il peso delle opposizioni

Se la maggioranza appare in ordine sparso, l'opposizione ha a sua volta imbastito una robusta controffensiva, depositando circa tremilaottocento emendamenti che, nel loro insieme, mirano a deviare significativamente l'indirizzo della legge finanziaria. Le loro proposte, sebbene differenti per ispirazione politica, convergono nel tentativo di reintrodurre nel dibattito parlamentare temi come quello di una patrimoniale, argomento che il governo aveva espressamente voluto accantonare. Questa mole di lavoro, che si somma a quella degli alleati, costringe ora i relatori e il governo a un complesso lavoro di selezione, nel tentativo di scongiurare il rischio di una frammentazione eccessiva del testo o, peggio, di un suo stravolgimento.

La fase della scrematura

La palla passa ora alla commissione Bilancio del Senato, chiamata a un'operazione di scrematura di queste migliaia di proposte, un compito che dovrà necessariamente concludersi entro una scadenza stringente, fissata al 18 novembre. In questa fase, che è tecnicamente delicata e politicamente densa di insidie, l'esecutivo dovrà esercitare tutta la sua influenza per mediare tra le diverse anime della propria coalizione e, al contempo, respingere gli assalti dell'opposizione. La partita, che si gioca su dettagli normativi e questioni tecniche, definirà in concreto la fisionomia finale della Manovra, stabilendo quali misure, tra le tante proposte, riusciranno effettivamente a trovare spazio nella legge.

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