Spalletti e l’ultima surreale serata: stasera l’Italia con la Moldova, poi toccherà a Ranieri

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Luciano Spalletti, o forse sarebbe più corretto chiamarlo "Spallex" – presente eppure già assente – vive quello che potrebbe essere definito il lunedì più paradossale della sua carriera. L’uomo che ha annunciato da sé il proprio addio alla panchina dell’Italia, quasi assemblando pezzo dopo pezzo la fine del suo mandato come fosse un mobile da montare, si troverà stasera a Reggio Emilia contro la Moldova in una partita che, al di là del risultato, resterà negli annali per la sua assurdità. Una partita da disputare sapendo di essere già un ex, un tecnico in bilico tra il dovere e l’inutilità, mentre la Federcalcio lavora al suo posto.

La decisione di sollevarlo dall’incarico, presa dal presidente Gabriele Gravina dopo il pesante 0-3 subito a Oslo, segue una logica più da club che da nazionale, dove solitamente si aspetta la fine di un ciclo – Europeo o Mondiale che sia – per tracciare bilanci. Eppure, questa volta, non c’è stato tempo per aspettare. Spalletti lascia con un groppo in gola, come ha dimostrato nell’ultima conferenza stampa, diviso tra commozione e rammarico per non essere riuscito a imprimere la sua idea di gioco. La risoluzione consensuale, senza buonuscite, chiude un capitolo breve e controverso.

A prendere il suo posto, stando alle ultime, dovrebbe essere Claudio Ranieri. L’allenatore romano, reduce da una notte di riflessione, ha valutato la proposta della Figc che gli chiede di conciliare il ruolo di ct con quello di consigliere dei Friedkin alla Roma. Un equilibrio delicato, che ha già fatto storcere il naso a molti, ma che sembra l’unica strada percorribile per evitare un periodo di transizione troppo lungo. Ranieri, impegnato in questi giorni a pianificare la prossima stagione con Gian Piero Gasperini, rappresenta una soluzione di esperienza, mentre Stefano Pioli – inizialmente favorito – è scivolato in secondo piano.

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