L’Italia vince senza convinzione, Spalletti saluta con un 2-0 alla Moldova

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   La Nazionale ha trovato i primi tre punti nel Gruppo I delle qualificazioni al Mondiale 2026, ma lo ha fatto in modo opaco, senza riuscire a cancellare il peso della sconfitta subita in Norvegia. A Reggio Emilia, davanti a un pubblico che si aspettava ben altro, l’Italia si è limitata al minimo indispensabile: gol di Raspadori e Cambiaso, uno per tempo, per chiudere 2-0 contro una Moldova che, pur accettando il ruolo di comprimaria, non è mai stata davvero schiacciata. Un risultato utile per la classifica, certo, ma lontano dall’idea di una squadra in grado di dominare.

Quella che si è vista ieri è stata un’Italia ancora in cerca di identità, con problemi che Spalletti – alla sua ultima panchina – non è riuscito a risolvere. Se Barella e Dimarco hanno strappato un dignitoso 6 nelle pagelle, Frattesi è stato il più deludente: impreciso negli appoggi, lento nei tempi d’intervento, ha contribuito poco a un gioco già di per sé stentato. Bastoni, almeno, ha evitato errori, preferendo la sicurezza alla ricerca del gesto eclatante. Ma non basta.

Quello che resterà di questa partita, più del punteggio, è l’addio di Spalletti, diventato involontariamente protagonista di una scena surreale. Le sue parole post-partita – «Siamo le parole che usiamo: sforziamoci di reinventare il linguaggio» – suonano come un monologo da teatro dell’assurdo, più adatto a un palcoscenico che a un campo di calcio. Un epilogo amaro per un tecnico che, nonostante le intenzioni, non ha lasciato un segno tangibile.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.