L'Italia di Gattuso fatica ma vince in Moldova, ai playoff per i Mondiali

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Nonostante un quinto successo consecutivo da quando siede sulla panchina degli Azzurri, Gennaro Gattuso ha dovuto constatare, nel match contro la Moldova, una prestazione complessivamente opaca e un regresso netto rispetto al passo tenuto nelle precedenti uscite. La partita, che si è risolta soltanto nel finale, ha visto l'Italia, la quale non è riuscita a imporre il proprio gioco con la fluidità attesa, lottare per lunghi tratti contro un muro difensivo ben organizzato. La vittoria, per quanto meritata sul piano del risultato, ha messo in luce difficoltà palpabili nell'iniziativa offensiva, costringendo la squadra a cercare la via del gol in maniera insistente solo dalle bande, senza trovare per lungo tempo la necessitaria precisione negli ultimi passaggi.

I gol arrivano solo a partita inoltrata

Sono occorsi ottantasette minuti di gioco per vedere finalmente il pallone vibrare nella rete di casa, un'attesa che ha generato non poca apprensione tra i tifosi e sugli stessi volti in panchina. A sbloccare il risultato è stato Gianluca Mancini, il cui colpo di testa preciso ha finalmente infranto la resistenza degli avversari, regalando un sollievo tangibile a tutta la compagine azzurra. La chiusura dei conti, arrivata nel secondo minuto di recupero, è stata opera di Francesco Pio Esposito, il quale, servito da un cross millimetrico di Federico Dimarco, ha a sua volta concluso di testa, sfruttando al meglio un'azione costruita con perizia dai due giocatori interisti. Quel raddoppio, per quanto non modificasse la sostanza di una serata sottotono, ha almeno permesso di archiviare la pratica con un margine più rassicurante.

La strada per la qualificazione passa dai play-off

Il successo in terra moldava, seppur conquistato con fatica, non è stato sufficiente a scalfire il primato della Norvegia nel girone, la quale, vincitrice nella stessa giornata, ha di fatto reso matematicamente irraggiungibile il primo posto. È questa la circostanza che condanna l'Italia al percorso dei play-off, un esito ormai certo che assegna un'importanza cruciale all'ultimo impegno utile contro proprio i nordici. La qualificazione diretta, un traguardo che sembrava a portata di mano dopo l'ottimo avvio di Gattuso, sfuma dunque, costringendo la nazionale a confrontarsi con le insidie di una doppia sfida eliminatoria che si disputerà a marzo.

Le valutazioni di una notte contrastante

Le pagelle individuali consegnate al termine della partita hanno fotografato una serata di alti e bassi, con Mancini che si è distinto come il migliore in campo per la sua efficacia decisiva e la solidità difensiva, mentre altri hanno ricevuto giudizi meno lusinghieri, finendo addirittura sotto la sufficienza. Il portiere, per esempio, non è stato mai chiamato a interventi di reale difficoltà, a testimonianza di una difesa che ha lavorato bene nonostante la poca incisività mostrata dal reparto avanzato per gran parte della gara. Un capitolo a parte merita l'esperienza di gioco, la quale, nel suo complesso, ha evidenziato come il cammino verso la consistenza di rendimento sia ancora lungo e costellato di ostacoli da superare.

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