Gattuso avverte: "In Moldova non è una scampagnata, di facile non c'è nulla"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Alla vigilia del penultimo, decisivo, turno di qualificazione ai Mondiali 2026, l'aria che si respira nel ritiro azzurro è tutt'altro che spensierata. Gennaro Gattuso, che guida la Nazionale italiana, ha dipinto un quadro realistico e privo di qualsiasi illusione nella consueta conferenza stampa pre-partita, tenutasi a Chisinau in vista della sfida contro la Moldova. Il commissario tecnico, il cui approccio pragmatico è noto a tutti, ha immediatamente smontato qualsiasi tentazione di sottovalutare l'avversario, ricordando come, nonostante un recente e pesante rovescio subìto da altri, la partita di domani non sarà affatto una semplice formalità. "Di facile non c'è nulla", ha esordito Gattuso, le cui parole risuonano come un monite per i tifosi e per i giocatori stessi, "ricordiamoci la partita con loro a Reggio Emilia quattro mesi fa". Un riferimento, quello allo scontro casalingo, che serve a riportare con i piedi per terra quanti fossero tentati di considerare l'incontro come una mera passerella.

Il contesto complicato del girone

La situazione in classifica, del resto, non concede spazio a facili ottimismi. Con la Norvegia, capolista imbattuta, che ha ormai consolidato il suo primato, la speranza di un accesso diretto al campionato del mondo appare sempre più remota, un'utoria che sbiadisce con l'avvicinarsi dei gironi di ritorno. L'Italia, che insegue con un deficit di tre punti, si trova nella condizione di dover vincere obbligatoriamente in Moldova e, contemporaneamente, confidare in un risultato favorevole dalla partita parallela, un'eventualità che tutti considerano altamente improbabile. Persino un eventuale pareggio in punti, al termine del percorso, non sarebbe sufficiente per gli azzurri, penalizzati da una differenza reti di sedici unità inferiore a quella della squadra scandinava. È in questo scenario, carico di tensione e calcoli aritmetici, che la squadra di Gattuso deve trovare la concentrazione e la freddezza necessarie per svolgere il proprio compito, indipendentemente da ciò che accade altrove.

La rivoluzione in attacco e la mentalità del gruppo

Proprio per affrontare al meglio una partita che, sulla carta, richiede vittoria e gol, il tecnico ha lasciato intendere che schiererà una formazione rinnovata, con particolare attenzione al reparto offensivo. In attacco, infatti, dovrebbero trovare spazio dall'inizio sia Gianluca Scamacca che Giacomo Raspadori, una coppia che punta sulla fisicità e sulla mobilità per scardinare la prevedibile difesa moldea. Gattuso, pur elogiando brevemente altri sportivi italiani di successo, ha tenuto a precisare che il suo focus è totalmente assorbito dalla partita, senza lasciarsi distrarre da pensieri che vadano oltre l'immediato futuro. "Il treno è partito, sta andando e credo che possiamo continuare a crescere", ha affermato, usando una metafora che suggerisce un progetto in divenire, un lavoro che procede per step senza poter saltare nessuna tappa, per quanto apparentemente modesta essa possa sembrare.

La concentrazione sul presente

L'allenatore ha quindi chiuso ogni discorso che potesse volgere lo sguardo allo scontro diretto con la Norvegia o ai play-off di marzo, concentrando tutta l'attenzione sul match di Chisinau. "Comunque la mia testa è sulla partita di domani, non vado oltre", ha tagliato corto, ribadendo un concetto che è alla base della sua filosofia: l'importanza di vivere un appuntamento alla volta, soprattutto quando la posta in gioco è così alta. La sua esperienza, maturata in anni da calciatore di alto livello, gli impone di non dare nulla per scontato, nemmeno una trasferta che molti indicherebbero come favorevole. La Moldova, nonostante i pronostici, non sarà una vittima sacrificale e l'Italia, che non può permettersi altri passi falsi, è chiamata a dimostrare sul campo di aver compreso la lezione.

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