Wimbledon, Paolini nella storia: rimonta pazzesca e secondo turno
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Jasmine Paolini non si ferma mai, anzi, quando il match sembra ormai compromesso e il punteggio del primo set disegna uno zero che fa male, la tennista toscana trova la forza di ribaltare tutto, regalando al pubblico del Centre Court una rimonta che sa di impresa. La testa di serie numero 13, finalista a Wimbledon nel 2024 e attuale numero 17 del ranking WTA, ha avuto bisogno di due ore e 22 minuti per avere la meglio sulla qualificata statunitense Robin Montgomery, numero 195 al mondo, con il punteggio di 0-6, 6-4, 7-5 in favore dell'azzurra.
Un esordio tutt'altro che semplice, contro un'avversaria che arrivava al torneo forte di ben nove vittorie consecutive sull'erba, superficie sulla quale la 21enne di Washington si trova particolarmente a suo agio; e infatti, il primo set è stato un vero e proprio monologo della Montgomery.
Un primo set da dimenticare
L'impatto con il match, per la Paolini, è stato devastante, nel senso più letterale del termine, e gli errori, sia sul dritto che sul rovescio, si sono moltiplicati in maniera preoccupante, consegnando alla statunitense il controllo del gioco sin dai primi scambi.
Un'avversaria mai affrontata in precedenza e con un gioco estremamente adatto all'erba, come quello della Montgomery, rappresentava un test proibitivo per la "Jas" viste le recenti uscite, e la giovane americana lo ha dimostrato subito, concretizzando il break in apertura di set con una risposta profonda seguita da un diritto vincente e portandosi poi sul 2-0 grazie a una solida combinazione servizio-dritto.
Il terzo gioco, poi, è stato un vero e proprio calvario per la toscana: ben 24 punti sono serviti alla Montgomery per strappare nuovamente il servizio alla numero 17 del mondo, che ha ceduto solo alla sesta palla-break, con un diritto che si è spento oltre la linea di fondo. Un primo parziale chiuso con un netto 6-0 che sembrava aver già scritto la parola fine sulla partita.
La risposta di carattere
Ma il tennis, e Wimbledon in particolare, insegnano che il carattere può talvolta sopperire a una giornata storta, e Jasmine Paolini, con la grinta che l'ha resa celebre in tutto il circuito, ha dimostrato di non essere ancora pronta a salutare i Championships. La toscana ha ricominciato a macinare colpi, a ridurre gli errori e a rendere la vita difficile a una Montgomery che, dal canto suo, ha visto progressivamente scemare la furia agonistica dei primi game, perdendo forse un po' di quella lucidità che l'aveva portata a dominare la prima frazione.
Il secondo set è stato un'altra storia, con la Paolini che ha finalmente trovato la profondità nei colpi da fondo e la giusta aggressività per mettere in difficoltà la servizio della statunitense, riuscendo a strapparle la battuta nel momento decisivo e a chiudere il parziale sul 6-4. La partita era riaperta, e il terzo set si è trasformato in un vero e proprio braccio di ferro, un susseguirsi di colpi vincenti e di recuperi prodigiosi che hanno tenuto il pubblico con il fiato sospeso fino all'ultimo scambio.
L'epilogo e gli ottavi
Il set decisivo ha confermato la crescita di Paolini, che è apparsa più solida mentalmente e capace di gestire meglio i momenti chiave, mentre la Montgomery ha pagato probabilmente l'enorme dispendio di energie del primo set e la tensione per l'occasione persa. L'azzurra ha saputo approfittare di un calo di concentrazione dell'avversaria nei momenti topici, piazzando un break decisivo nel finale che le ha consegnato il match con il punteggio di 7-5, confermando così il risultato ottenuto nella passata edizione.
Per Jasmine Paolini si apre ora il secondo turno del torneo londinese, dove ad attenderla ci sarà la vincente del match tra Vicktorija Golubic, numero 62 del mondo, e Iryna Shymanovich, numero 215, in un tabellone che si sta facendo sempre più interessante e che regala emozioni già dalle prime battute.
Una vittoria che sa di riscatto, quella della toscana, e che conferma come la forza di una campionessa si misuri anche, e forse soprattutto, nella capacità di rialzarsi dopo un colpo durissimo come lo 0-6 incassato all'esordio su un campo che, solo due anni fa, l'aveva vista protagonista di un'impresa storica.




