Leonardo, Thales e Airbus danno vita all'alleanza spaziale europea

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   Dopo una lunga serie di negoziati, protrattisi per quasi due giorni e culminati in una notte di intensi lavori, è stato finalmente raggiunto l’accordo che sancisce la nascita di una nuova, potente, alleanza nel settore spaziale. Leonardo, Thales e Airbus, tre dei più importanti gruppi industriali del continente, hanno infatti siglato un protocollo d’intesa con l’obiettivo di fondere le rispettive attività in questo campo strategico. L’operazione, che procede sotto il nome in codice di “Bromo”, mira esplicitamente a creare un soggetto industriale di portata continentale, in grado di competere con le maggiori potenze globali del settore, a cominciare dagli Stati Uniti e dalla sua SpaceX, la compagnia di Elon Musk che con la costellazione Starlink domina il mercato della connettività satellitare.

Un colosso da 25mila addetti

Il progetto, che dovrebbe vedere la luce entro il 2027, prevede la costituzione di una joint venture unica, la quale, stando ai numeri attuali, aggregherebbe un fatturato complessivo di circa 6,5 miliardi di euro, con l’ambizione di crescere fino a toccare la soglia dei 10 miliardi. La nuova società, che avrà una governance paritetica tra Italia, Francia e Germania e troverà la sua sede operativa a Tolosa, in Francia, andrà a consolidare sotto un’unica entità giuridica un bacino di circa 25mila dipendenti, di cui 5mila sul territorio italiano. Si tratta di un passo che, come ha dichiarato Massimo Claudio Comparini, managing director della Divisione Spazio di Leonardo, “rappresenta un passo decisivo verso la sovranità tecnologica europea”, puntando a costruire un’industria finalmente capace di reggere il confronto su scala mondiale.

Lo scetticismo degli esperti

Non mancano, tuttavia, voci che esprimono un cauto scetticismo di fronte a questa impresa, la cui portata è indubbiamente storica per il Vecchio Continente. Francesco Vatalaro, Professore Emerito di Telecomunicazioni presso l’Università di Roma Tor Vergata, non nasconde le sue perplessità riguardo alla possibilità di colmare il divario tecnologico e di mercato che separa l’Europa dai suoi principali competitor. “Competere con gli USA e con SpaceX? Impossibile, loro sono troppo avanti e noi europei molto indietro”, ha affermato senza mezzi termini, aggiungendo alla sua analisi anche il fattore Cina, sempre più agguerrita e competitiva in un settore che considera di primaria importanza strategica.

Il via libera delle autorità Ue

Il cammino che porterà alla piena realizzazione di questo colosso aerospaziale europeo non è però ancora completamente spianato. L’intero processo, infatti, è subordinato all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni da parte degli organismi di vigilanza europei, in primis l’Autorità Antitrust. La speranza degli azionisti e dei management coinvolti è che Bruxelles non ponga ostacoli o paletti considerati anacronistici di fronte a una competizione ormai diventata globale, nella quale i protagonisti sono soggetti di dimensioni e con risorse senza precedenti. L’auspicio è che si comprenda la natura strategica dell’operazione, la quale, almeno nelle intenzioni dei suoi promotori, lancia ufficialmente la sfida europea per una fetta di quel mercato spaziale che sta diventando sempre più cruciale per le economie e la sicurezza nazionale.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.