Papa Leone XIV invoca la pace: «I potenti ascoltino il rifiuto della guerra»
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Redazione Esteri
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Dall’angolo di piazza San Pietro, dove la folla si stringe sotto il sole d’agosto, Papa Leone XIV torna a parlare con voce ferma di un tema che scuote il mondo intero. «Continuiamo a pregare perché si ponga fine alle guerre», ha esordito durante l’Angelus, ricordando come l’ottantesimo anniversario dei bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki abbia riacceso ovunque la condanna della violenza come strumento di risoluzione dei conflitti. «Quanti prendono le decisioni», ha aggiunto, «tengano presenti le loro responsabilità, le conseguenze sulle popolazioni, e non ignorino i più deboli».
Un monito che, se da un lato sembra rivolgersi ai leader globali – tra cui Donald Trump, tornato alla guida degli Stati Uniti – dall’altro si accompagna a un riconoscimento concreto. Il Pontefice ha espresso pubblicamente le sue congratulazioni all’Armenia e all’Azerbaijan per la firma della dichiarazione congiunta di pace, definendola «un passo verso una stabilità duratura nel Caucaso meridionale». Le sue parole, però, non nascondono il contrasto con altre crisi aperte, a cominciare da quella di Haiti, dove la situazione è ormai precipitata in una spirale di violenze.




