Leone XIV invoca la pace per i popoli in guerra: «Supplicate Dio»
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Redazione Esteri
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Nell’Aula Paolo VI, dove l’udienza generale si è svolta al riparo dal caldo torrido che in queste ore sta opprimendo Roma, Leone XIV ha rivolto un accorato appello alla preghiera per le popolazioni travolte dai conflitti. «Supplicate Dio di donare la pace a tutti i popoli che vivono la tragedia della guerra», ha esortato il Pontefice, richiamando l’esempio di san Massimiliano Kolbe, il francescano polacco che nel campo di Auschwitz sacrificò la propria vita per salvare quella di un padre di famiglia.
La scelta di spostare l’incontro dall’usuale piazza San Pietro a uno spazio coperto – con alcuni fedeli radunati anche nella basilica, dove seguivano la catechesi attraverso maxischermi – è stata dettata dalle temperature eccezionali che hanno costretto migliaia di pellegrini a cercare riparo. «Cerchiamo di proteggerci dal sole e dal caldo estremo», ha detto il Papa prima di iniziare, salutando in diverse lingue i presenti, tra cui numerosi gruppi provenienti dalla Polonia e da altri Paesi.
Al centro della riflessione di Leone XIV, tuttavia, non c’è stata solo la contingenza meteorologica, ma il dramma delle guerre che continuano a insanguinare diverse regioni del mondo. Senza citare esplicitamente i teatri di crisi, il Pontefice ha evocato la necessità di un impegno spirituale collettivo, legando la sua esortazione al Vangelo del tradimento di Giuda. «L’amore vero non può fare a meno della verità», ha sottolineato, in un passaggio che ha riportato l’attenzione sui valori fondanti della fede.
Particolarmente significativo è stato il riferimento ai fedeli di Terra Santa, ai quali ha chiesto di invocare la protezione divina «da ogni male». Un messaggio che, seppur inserito in un contesto universale, assume un peso specifico alla luce delle tensioni che persistono in Medio Oriente e non solo.




