Nasce Airidea, nuova compagnia aerea regionale con hub a Genova
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
La presentazione ufficiale è avvenuta nelle scorse ore a Genova, presso la sede della Regione Liguria, e il messaggio è chiaro: c’è un nuovo vettore pronto a solcare i cieli del Nord Italia. Si chiama Airidea, e la sua ambizione è quella di ritagliarsi uno spazio significativo nel segmento del trasporto aereo regionale, un settore che negli ultimi anni ha visto progressivamente ridursi l’offerta da parte dei grandi vettori nazionali ed internazionali. La base operativa, o hub, sarà l’aeroporto Cristoforo Colombo del capoluogo ligure, uno scalo che, come ha ricordato il presidente della Regione Marco Bucci intervenendo alla cerimonia, ha chiuso il 2025 con un record di passeggeri e che cerca ora di ampliare la propria offerta con servizi pensati per una mobilità più capillare -8. L’iniziativa, va sottolineato, è interamente privata e vede alla guida un team di imprenditori e professionisti del settore: Gian Marco Vivado, che ricopre il ruolo di amministratore e amministratore delegato, Giovanni Vivado e Gaetano Rizzi, quest’ultimo in qualità di accountable manager -1-7.
Un network di undici rotte e l’obiettivo del pareggio in sei mesi
Il piano industriale di Airidea, che prevede un investimento iniziale supportato da un aumento di capitale da 1,1 milioni di euro, punta a collegare Genova con undici destinazioni, principalmente nel Nord Italia ma con uno sguardo anche alle isole maggiori -3. La filosofia è quella di offrire un servizio che si colloca a metà strada tra il volo di linea tradizionale e il charter privato: niente code nei grandi aeroporti, ma un’esperienza di viaggio personalizzata a bordo di turboelica BAe Jetstream 32, velivoli da 18 posti particolarmente adatti per le brevi e medie distanze, fino a circa duemila chilometri -1-3. Il primo collegamento ad essere attivato, con ogni probabilità nel mese di maggio, sarà il Genova-Trieste, una tratta che riveste un interesse strategico particolare per via degli spostamenti frequenti del personale e dei dirigenti di Fincantieri, azienda che ha sedi in entrambe le città -2-7. Sulle tratte principali, come questa, sono previste molteplici frequenze giornaliere, nell’ordine di quattro voli al giorno, per un totale di circa dieci movimenti quotidiani complessivi nella fase di avvio -1-3.
L’obiettivo dichiarato dal management, e in particolare dal ceo Gian Marco Vivado, è ambizioso ma al contempo basato su proiezioni precise: raggiungere il punto di pareggio, il cosiddetto break-even, entro i primi sei mesi dall’inizio delle operazioni -3. Le stime per il primo anno parlano di 75mila passeggeri trasportati e di ricavi per circa sette milioni di euro, con un tasso di riempimento dei posti previsto al 65 per cento -3. Tutto questo, spiegano i fondatori, sarà possibile grazie a una struttura dei costi contenuta – gli aerei non sono di proprietà ma presi in noleggio (contratto Acmi) dalla compagnia olandese Ais Airlines – e a un’offerta tariffaria pensata per un bacino di utenza medio-alto, sia esso composto da viaggiatori d’affari o da turisti, con il biglietto di lancio per la Genova-Trieste fissato a 220 euro -1-2-3. Le vendite dei biglietti, la cui apertura è stata annunciata per la seconda metà di febbraio, avverranno principalmente attraverso il sito internet della compagnia, evitando i grandi portali di comparazione per non gravare sul prezzo finale con commissioni aggiuntive -6-7.
Un progetto imprenditoriale che guarda al futuro con una strategia multi-hub
Airidea non nasce con l’intenzione di limitarsi alla sola base ligure, ma si presenta come un progetto destinato a crescere ed espandersi su scala nazionale. Dopo la fase di consolidamento delle operazioni a Genova, che creerà nell’immediato una trentina di posti di lavoro diretti tra personale di terra e amministrativo, a cui si aggiungeranno una cinquantina di piloti e assistenti di volo, la strategia prevede l’apertura di almeno altri due hub, uno nel Centro e uno nel Sud Italia -1-5. Le regioni al momento valutate, secondo le prime indicazioni, sarebbero l’Abruzzo e la Sicilia, con l’obiettivo di creare una rete interconnessa di scali secondari che possa servire in maniera efficace aree oggi penalizzate da collegamenti inefficienti o troppo lunghi via terra -3-5. Non solo: tra le destinazioni in programma, oltre a quelle settentrionali come Milano, Venezia, Bologna, Aosta e Rimini, figurano anche rotte verso la Corsica, con Ajaccio, e la Sardegna, con Olbia e Oristano, e persino alcuni voli intraregionali, come il breve collegamento tra Genova e Albenga -2-6.
La scelta di puntare su Genova, come ha avuto modo di spiegare lo stesso Vivado, non è affatto casuale. Il fatto di essere imprenditori genovesi, ha dichiarato, ha permesso di condurre un’analisi di mercato molto approfondita e di comprendere le reali esigenze del tessuto economico locale, fatto di imprese che necessitano di spostamenti rapidi ed efficienti -7. Da qui l’idea di creare un servizio che si propone come alternativa credibile all’auto e al treno, puntando sulla riduzione drastica dei tempi di percorrenza: il volo per Trieste, per esempio, dura meno di un’ora. Inoltre, l’aeroporto genovese, ha aggiunto il presidente Bucci, ha da tempo un flusso significativo di aviazione privata, un modello che lo stesso Bucci ha avuto modo di osservare da vicino e di apprezzare durante la sua esperienza negli Stati Uniti, dove questo tipo di mobilità regionale è estremamente diffuso e apprezzato -2-7. La compagnia, nelle intenzioni dei fondatori, non si fermerà qui: l’obiettivo a medio termine è quello di ottenere la certificazione Enac per poter operare con aeromobili propri, e successivamente, se le condizioni di mercato lo permetteranno, di trasformarsi in una public company, con una possibile quotazione all’Euronext Growth Milan -3.




