La collezione Asi Bertone trova una nuova casa all’Heritage Hub di Torino

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Redazione Economia Redazione Economia   -   C’è un’anima fatta di metallo e ardente passione che batte nel cuore dell’Italia, un amore – lo si potrebbe definire quasi viscerale – che si lega a linee capaci di sfidare il tempo e a visioni le quali, decennio dopo decennio, hanno trasformato la meccanica più cruda in poesia applicata. Valorizzare il patrimonio automobilistico italiano, e chi scrive lo sa bene per aver seguito decine di vicende simili, significa proteggere un’identità fatta di ingegno e beltà; un lascito che oggi trova la sua dimora più evocativa a Torino, un tempo fulgida capitale delle quattro ruote italiche. Ed è proprio qui, tra i vecchi stabilimenti che hanno visto nascere epoche intere, che la celebre Collezione ASI Bertone ha finalmente trovato un nuovo rifugio, restituendo alla città un pezzo della sua anima più autentica.

Heritage Hub, il tempio torinese della memoria a quattro ruote

Da oltre un secolo, Torino rappresenta un punto di riferimento imprescindibile per l’ingegno meccanico e la creatività su quattro ruote; le sue fabbriche, alcune delle quali ormai silenziose, hanno scritto pagine fondamentali della storia dell’automobile italiana. A testimonianza di questa grande eredità è nato, qualche anno fa, l’Heritage Hub: uno spazio espositivo dedicato ai marchi del Gruppo StellantisFiat, Lancia, Abarth, Alfa Romeo e Autobianchi – situato all’interno del complesso di Mirafiori. Non si tratta di un semplice museo, quanto piuttosto di un laboratorio diffuso dove la memoria industriale incontra il futuro, e dove ogni vettura racconta un passato fatto di operai, progettisti e sogni su gomma.

Il ritorno della Collezione ASI Bertone, un’operazione da cronaca culturale

Torino ritrova così uno dei patrimoni più preziosi della propria storia automobilistica. All’Heritage Hub è stato infatti inaugurato il nuovo spazio espositivo dedicato alla Collezione ASI Bertone, considerata da molti – e a ragione – una delle raccolte più importanti al mondo per comprendere l’evoluzione del design dell’auto. Si tratta di un ritorno molto atteso, che riporta nel capoluogo piemontese una raccolta profondamente legata alla cultura industriale e creativa della città. Un dialogo naturale, quello che si è creato, tra due realtà accomunate dalla stessa matrice: raccontare l’eccellenza torinese nel campo dello stile, della progettazione e dell’innovazione tecnica. Nessuna operazione di facciata, dunque, ma una vera e propria ricomposizione di un legame che sembrava essersi spezzato.

I numeri e le vetture di una collezione che fa storia

Grazie all’accordo tra Automotoclub Storico Italiano e Stellantis Heritage, il pubblico può ora ammirare 66 esemplari realizzati tra gli anni Sessanta e i primi Duemila. Li hanno disposti con cura, quasi fossero reperti di una civiltà perduta: auto di serie diventate icone, modelli di stile mai entrati in produzione, prototipi visionari e show-car legate a venti marchi internazionali con cui Bertone collaborò. Ognuno di essi rappresenta una testimonianza concreta di ricerca creativa e sperimentazione sull’architettura del veicolo; nessuna carrozzeria, forse, ha saputo interpretare come questa il passaggio tra epoche diverse, regalando al mondo forme che ancora oggi sorprendono per audacia e armonia.

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