Torre del Greco, picchia la compagna incinta davanti al figlio di tre anni: arrestato 27enne

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Redazione Interno Redazione Interno   -   I carabinieri della sezione radiomobile della compagnia di Torre del Greco sono intervenuti nella notte tra domenica 4 e lunedì 5 ottobre 2026 in via Circumvallazione, all'altezza del civico 139, dopo la segnalazione di una giovane donna aggredita. Sul posto i militari hanno trovato una 23enne con il volto sanguinante e tumefatto che teneva per mano il figlio di tre anni. La donna, al quarto mese di gravidanza, piangeva e chiedeva aiuto.

La ricostruzione dell'aggressione

Dagli accertamenti è emerso che poco prima la vittima era stata presa più volte a schiaffi e pugni dal compagno 27enne all'interno dell'abitazione familiare. L'uomo l'avrebbe anche minacciata di strangolarla, ma la giovane è riuscita a sottrarsi e a fuggire in strada insieme al bambino. La fuga le ha permesso di incrociare l'intervento dei carabinieri, allertati dalla stessa donna.

Le condizioni della vittima e l'arresto

La 23enne è stata trasferita nell'ospedale Maresca di Torre del Greco, dove i medici le hanno riscontrato «plurime contusioni e traumi da percosse», assegnandole una prognosi di 15 giorni. Dopo le dimissioni, la donna è stata accompagnata con il figlio in una struttura protetta. I carabinieri hanno rintracciato e bloccato il 27enne a due passi dall'abitazione familiare; per lui è scattato l'arresto con l'accusa di maltrattamenti in famiglia e il trasferimento in carcere.

Il quadro normativo sui maltrattamenti in famiglia

Il reato di maltrattamenti in famiglia è disciplinato dall'articolo 572 del codice penale italiano, che punisce chiunque, fuori dei casi di reiterazione previsti dalla legge, maltratta una persona della famiglia o comunque convivente. La norma prevede la reclusione da tre a sette anni, con pene aumentate se il fatto è commesso in presenza o in danno di un minore di anni diciotto.

La legge 69 del 2019, nota come codice rosso, ha introdotto ulteriori misure di tutela per le vittime di violenza domestica e di genere, tra cui l'obbligo di comunicazione immediata al pubblico ministero per determinate ipotesi delittuose.

Strumenti di tutela per le vittime

Le vittime di violenza domestica possono accedere al numero di pubblica utilità 1522, attivo 24 ore su 24, che offre supporto psicologico e orientamento ai servizi presenti sul territorio. Sono inoltre previste misure come l'ammonimento del questore, strumento di prevenzione che può essere attivato prima della denuncia formale, e l'ordine di protezione, disposto dall'autorità giudiziaria, che può imporre all'aggressore l'allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento alla persona offesa.

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