Padre picchia figlio gay a Napoli, la scuola interviene
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Redazione Interno
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A Napoli, un adolescente di quindici anni è stato brutalmente picchiato dal padre, convinto che la violenza potesse "correggere" l'orientamento sessuale del figlio. Questo episodio, che ha scosso profondamente la comunità locale, è solo l'ultimo di una serie di atti di violenza omotransfobica che hanno colpito la regione Campania.
La vicenda è emersa grazie all'intervento tempestivo dei docenti dell'istituto alberghiero frequentato dal ragazzo, che, notando i lividi sul collo e le escoriazioni sul volto dello studente, hanno deciso di approfondire la situazione. Il giovane, che chiameremo Alberto per proteggere la sua identità, ha trovato il coraggio di confidarsi con la preside, rivelando l'orrore che stava vivendo a casa.
Non è la prima volta che la Campania è teatro di simili tragedie. Poche settimane fa, a Caserta, una ragazza di quattordici anni si è tolta la vita, stanca delle angherie e delle vessazioni subite a causa del suo orientamento sessuale. Anche in questo caso, la scuola aveva segnalato la situazione ai Servizi Sociali e alle Forze dell'Ordine, ma purtroppo l'intervento non è stato sufficiente a salvare la giovane.
L'Arcigay di Napoli ha espresso profonda preoccupazione per il clima di intolleranza che sembra pervadere la regione, sottolineando come questi episodi siano il frutto di un ambiente avvelenato da pregiudizi e discriminazioni.




