Il rimbalzo dell'auto in Europa: a marzo 11,1%, l’elettrico sfonda il muro del 20%

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Redazione Economia Redazione Economia   -   I dati diffusi dall’ACEA, l’associazione dei costruttori europei, dipingono un quadro di netta accelerazione per il mercato automobilistico del Vecchio Continente, trainato in maniera decisa – quasi controintuitiva per chi ancora associa l’auto alla sola combustione – dalle motorizzazioni a batteria. Nel solo mese di marzo, le immatricolazioni nell’area Ue+Efta+Uk hanno raggiunto quota 1.581.169 unità, segnando un incremento dell’11,1% rispetto allo stesso mese del 2025; si tratta del miglior guadagno tendenziale registrato negli ultimi ventitre mesi. L’analisi dell’andamento trimestrale, pur mostrando una crescita più moderata, attesta comunque un +4,1% nel cumulato dei primi tre mesi dell’anno, a dimostrazione di una ripresa che, sebbene non priva di altalenanti dinamiche, appare ormai strutturale.

A trascinare questa risalita non è stato certo il tradizionale parco circolante a gasolio o benzina, destinatario di un declino oramai irreversibile, quanto piuttosto il vero e proprio "boom" delle auto elettriche pure. Le BEV hanno registrato un aumento delle vendite vicino al 50% su base annua nel mese di marzo, portando la loro quota di mercato nel primo trimestre a un significativo 19,4% con 546.937 unità immatricolate. Se a questo dato si aggiunge la performance delle ibride plug-in (PHEV), che guadagnano terreno attestandosi al 9,5% di penetrazione, risulta evidente come la transizione energetica, favorita da incentivi e agevolazioni fiscali introdotte o aggiornate in diversi Paesi, sia il vero propellente del comparto. Le ibride tradizionali (HEV), pur continuando a rappresentare la fetta più ampia della torta con una quota del 38,6%, iniziano a vedere il loro predominio insidiato dall’ascesa fulminea delle sorelle a spina.

La geografia della ripresa e il caso italiano

Osservando la cartina europea, la crescita si distribuisce in maniera difforme ma generalmente positiva. La Germania ha guidato la carica con un incremento a doppia cifra del 16% nel mese di marzo, seguita a ruota dalla Francia (+12,9%) e dalla Spagna (+11,7%). In questo contesto di slancio generalizzato, l’Italia si presenta come un caso particolare: pur registrando un aumento del 7,6% nel singolo mese (per un totale di 185.367 nuove immatricolazioni a marzo) -10, la sua performance appare numericamente più timida rispetto alle grandi colleghe europee. Tuttavia, questa frenesia non è sufficiente a colmare il divario con i livelli pre-pandemia, dal momento che il mercato sconta ancora un passivo del 15,1% rispetto ai volumi del 2019.

Sotto il profilo dei costruttori, la guerra delle quote si fa serrata. Stellantis, nonostante una leggera flessione della quota di mercato mensile (scesa al 14,4% dal 15%), ha messo a segno un +6% di immatricolazioni a marzo, totalizzando 228.055 vetture nell’area considerata. Un’analisi più approfondita dei suoi singoli brand rivela, tuttavia, un andamento disomogeneo: se Peugeot accusa un -10,1% nel mese, Fiat (compresa Abarth) vola con un +22% (37.962 unità) a marzo e addirittura un +31% nel trimestre, trainata probabilmente dal successo dei modelli urbani. A testimoniare la mutazione epocale in atto, sono le performance dei cosiddetti "newcomers": Tesla, dopo un periodo di appannamento, ha siglato un impressionante +84% su base annua nel mese di marzo, mentre il colosso cinese Byd ha più che raddoppiato le proprie vendite, segnando un +147,6%.

La silenziosa rivoluzione delle alimentazioni

Se si analizza la composizione del mercato – al di là dei meri volumi assoluti – emerge con chiarezza una trasformazione radicale delle preferenze dei consumatori europei. La stagione dei motori termici sembra volgere al termine con una rapidita inaspettata: le auto a benzina hanno subito un crollo del 18,2% riducendosi a una quota di appena il 22,6%, mentre il diesel, ormai reietto della mobilita moderna, continua la sua agonia arretrando del 15,7% e rappresentando ormai solo il 7,7% del mercato totale. A beneficiare di questa erosione non e` solo l’elettrico puro, ma anche l’ibrido plug-in, spesso considerato una tecnologia di compromesso, che nella penisola italiana ha registrato una crescita esplosiva del 110% nel trimestre.

L’elemento piu significativo, tuttavia, rimane il sorpasso ideologico piu che numerico: le auto elettrificate (BEV, PHEV, HEV) costituiscono ormai la stragrande maggioranza delle nuove immatricolazioni. Se si sommano le quote, si scopre che le motorizzazioni che prevedono un supporto elettrico – seppur in forme diverse – dominano il mercato, relegando i vecchi carburanti fossili a un ruolo marginale di nicchia. I dati diffusi per marzo evidenziano come l’industria dell’auto stia vivendo una fase di "creative destruction" schumpeteriana, dove l’incremento delle vendite delle elettriche (+42%) compensa e supera ampiamente la flessione dei modelli tradizionali. Le politiche di incentivo, sebbene generino talvolta distorsioni o code di prenotazione, stanno dimostrando di essere l’arma piu` efficace per forzare il passaggio generazionale del parco auto europeo.

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