Piazza Affari, il botto del 2025: capitalizzazione sfonda il muro dei mille miliardi
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Redazione Economia
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Il 2025 si è chiuso, lasciando in eredità a Piazza Affari un primato che non si registrava da un quarto di secolo: il listino milanese, infatti, ha fatto segnare l’incremento più consistente dal 2000, con il suo indice Ftse Mib che è balzato in avanti del 30 per cento. Un dato che, oltre a superare ampiamente le performance degli altri mercati europei, ha permesso alla Borsa Italiana di riconquistare un peso specifico di assoluto rilievo nello scacchiere finanziario del Vecchio Continente. L’effervescenza degli scambi, d’altronde, è stata alimentata da un’ondata di operazioni straordinarie, tra le quali spiccano le ventitré offerte pubbliche di acquisto lanciate nel corso dell’anno, le quali hanno mobilitato un controvalore complessivo di circa 2,2 miliardi di euro.
Il traguardo storico della capitalizzazione
Il risultato più eclatante, quello che sintetizza la vigorosa ascesa del mercato, è però un altro: secondo le cifre diffuse da Borsa Italiana e aggiornate al 29 dicembre, la capitalizzazione complessiva delle società quotate a Milano ha infatti sfondato la soglia psicologica dei mille miliardi di euro, toccando quota 1.042 miliardi. Si tratta di un balzo impressionante, se si considera che solo un anno prima, nel 2024, tale aggregato si fermava a 811 miliardi, con una crescita dunque superiore al 28 per cento. Un circolo virtuoso, come alcuni lo hanno definito, che ha ridato slancio e visibilità internazionale alla piazza finanziaria italiana, la quale ha beneficiato di un clima di fiducia ritrovata da parte degli investitori, i quali hanno premiato settori specifici.
I motori della crescita: banche e difesa
La corsa di Piazza Affari, che le ha permesso di sopravanzare diverse altre borse europee in termini di performance, non è stata trainata da tutti i settori in egual misura. Due comparti, in particolare, hanno fatto da motore principale: da un lato, il cosiddetto “risiko bancario”, ovvero una fase di consolidamento e riassetto del credito che ha attirato forti acquisti; dall’altro, il settore della difesa, il cui andamento è stato sostenuto dalle tensioni geopolitiche e dai conflitti in atto su scala globale, i quali hanno spinto gli Stati ad aumentare gli stanziamenti militari. Questi due pilastri, insieme al contributo positivo del comparto energetico, hanno spinto l’indice Ftse All Share a un rialzo del 31 per cento nell’anno appena concluso.
Il confronto con le altre piazze finanziarie
Nonostante lo sprint, che ha visto anche la borsa di Madrid crescere del 50 per cento, il volume complessivo della capitalizzazione di Milano – pur nel suo rimarchevole aumento a 808 miliardi di euro, secondo un’altra rilevazione – rimane inferiore a quello dei colossi americani. L’aggregato dei listini europei, del resto, si attesta attorno ai 22.700 miliardi, un dato che colloca la performance italiana in una prospettiva più ampia. Ciò nondimeno, il balzo registrato nel 2025 segna un punto di svolta importante, il terzo anno consecutivo di trend positivo per i mercati azionari, in un decennio che, nel suo complesso, ha visto otto annate di crescita. Un risultato ancor più significativo se si pensa che l’anno era iniziato all’insegna di una diffusa incertezza e di una notevole circospezione da parte degli operatori di mercato.




