Trump annuncia un nuovo round di colloqui di pace in Ucraina, mentre l'Europa si stringe attorno a Zelensky

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Donald Trump ha annunciato una seconda fase dei negoziati per il cessate il fuoco in Ucraina, aprendo un nuovo capitolo nei rapporti tra Stati Uniti e Russia. La prima tornata di colloqui, svoltasi martedì a Riyad, ha già acceso tensioni tra gli alleati europei, preoccupati che i dialoghi possano marginalizzare Kiev e favorire Mosca. La dichiarazione del presidente americano, diffusa attraverso la rete di servizio pubblico C-Span, ha riacceso il dibattito sulla strategia diplomatica statunitense, che sembra voler bypassare il tradizionale allineamento con l’Europa.

La situazione geopolitica appare sempre più frammentata. Da un lato, Stati Uniti e Russia, pur con qualche distinguo, sembrano avvicinarsi a un tavolo negoziale che esclude l’Ucraina. Dall’altro, l’Europa, con il Regno Unito in prima linea e senza il consueto veto dell’Ungheria di Orbán, cerca di mantenere una posizione unitaria a sostegno di Kiev. Il timore è che Trump, con la sua apertura verso Mosca, stia minando il fronte occidentale, già scosso da divisioni interne.

Michael Walzer, filosofo politico, ha commentato che l’approccio di Trump ricorda gli accordi di Yalta, quando le potenze vincitrici della Seconda Guerra Mondiale si spartirono le sfere di influenza. «Trump sostiene che gli ucraini avrebbero dovuto accettare i termini di Putin prima dello scoppio della guerra», ha affermato Walzer. «Essere neutrali, per Putin, significa non entrare nella Nato e accettare l’influenza russa». Una visione che, secondo il filosofo, rappresenta il trionfo dei cosiddetti “realisti”, critici del supporto di Biden all’Ucraina fin dall’inizio del conflitto.

Intanto, il Cremlino non nasconde la sua soddisfazione. Un consigliere di Putin ha dichiarato a Fanpage che la pace non è una priorità: «Vogliamo una posizione di potenza nel sistema internazionale». Questa affermazione, che suona come una provocazione, riflette la convinzione russa di aver già ottenuto una doppia vittoria strategica, grazie anche alla politica estera di Trump. Mosca sembra puntare a un nuovo ordine internazionale, che però, come ammesso dallo stesso consigliere, potrebbe rivelarsi «pericoloso».

Mentre Trump critica apertamente Zelensky, il suo inviato in Ucraina, Kurt Volker, cerca di ricucire i rapporti con Kiev. Nel frattempo, l’Europa si organizza per non perdere credibilità e continuare a sostenere l’Ucraina, anche se il rischio di un’esclusione dai negoziati rimane concreto. La situazione è ulteriormente complicata dalle divergenze strategiche tra Washington e Mosca, che, nonostante i colloqui, continuano a perseguire obiettivi contrastanti.

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