Cassino, studentessa iraniana trovata morta in casa: attesa l'autopsia, ascoltato il marito

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Sarà l'esame autoptico a chiarire le cause e le circostanze del decesso di Fatemeh Khoshyom, la studentessa universitaria di origine iraniana di 31 anni trovata senza vita lunedì 21 settembre nel primo pomeriggio nella camera da letto dell'appartamento di piazza Diamare, a Cassino, in provincia di Frosinone. La donna, iscritta al corso di Economia e Management, viveva da circa due anni in quell'alloggio insieme al marito, un ingegnere iraniano di 33 anni, e alla figlia di dieci anni.

L'allarme è scattato intorno alle 15, quando una chiamata al numero unico di emergenza ha segnalato la presenza della donna priva di vita nell'abitazione, situata al terzo piano di una palazzina nel centro cittadino. Sul posto sono arrivati in pochi minuti gli operatori sanitari del 118 e gli agenti del Commissariato di Cassino, ma per la trentunenne non c'era più nulla da fare. La Procura della Repubblica di Cassino ha aperto un fascicolo, al momento con l'ipotesi di istigazione al suicidio, affidato al sostituto procuratore Chiara D'Orefice.

La scoperta e la ricostruzione delle ultime ore

A trovare il corpo è stato il marito, rientrato a casa dopo essere uscito per andare a prendere la figlia a scuola. Secondo quanto ricostruito, l'uomo avrebbe riferito agli investigatori di essere uscito dall'abitazione intorno alle 13 e di aver scoperto la moglie senza vita al suo ritorno, circa un'ora e mezza più tardi. Le sue dichiarazioni, raccolte dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Frosinone, sono state ritenute attendibili in questa fase preliminare e coinciderebbero con le testimonianze di alcuni vicini di casa.

Restano da chiarire, tuttavia, le circostanze di quel lasso di tempo trascorso tra l'uscita dell'uomo e il ritrovamento del corpo. Proprio per questo gli inquirenti stanno effettuando accertamenti anche sul telefono cellulare del marito e sulla cella telefonica agganciata, per ricostruirne con precisione gli spostamenti e verificare eventuali elementi utili.

L'uomo è stato a lungo ascoltato negli uffici del Commissariato di Cassino, diretto dal vicequestore Flavio Genovesi, che ha richiesto l'intervento della Squadra Mobile e della Polizia Scientifica per esaminare l'abitazione, poi posta sotto sequestro.

Gli elementi al centro degli accertamenti

Sul collo della donna sono stati rilevati segni compatibili con uno strangolamento. Accanto al corpo, riverso a terra vicino alla porta semiaperta della camera da letto, è stato trovato un foulard. Secondo quanto emerso dai primi rilievi, il foulard non era avvolto attorno al collo della vittima ma si trovava sul pavimento. Nella stanza, inoltre, non sarebbero stati individuati sgabelli o sedie che potessero essere compatibili con l'ipotesi di un gesto volontario.

L'appartamento è stato trovato chiuso dall'interno e non presentava segni di effrazione. Questi elementi, nel loro insieme, hanno spinto gli investigatori a disporre approfondimenti specialistici e a non escludere alcuna pista. Sulla vicenda è intervenuta anche l'ex pubblico ministero Carmen Pugliese, che nel corso di una trasmissione televisiva ha espresso forti perplessità sull'ipotesi del suicidio.

«Faccio molta fatica a pensare che possa essere un suicidio», ha dichiarato Pugliese, spiegando che sarà il medico legale a stabilire se i segni di strangolamento siano compatibili con un'azione manuale oppure con l'uso di uno strumento, e che il foulard, per la sua superficie morbida, pone problemi tecnici non trascurabili rispetto all'ipotesi di un gesto autoinflitto.

Il quadro investigativo e gli accertamenti disposti

L'esame medico-legale, affidato al dottor Fabio De Giorgio, sarà eseguito nella sala mortuaria dell'ospedale Santa Scolastica di Cassino. Sarà quella la sede in cui si cercherà di stabilire con certezza le cause del decesso, la compatibilità delle lesioni con il foulard rinvenuto e l'intervallo di tempo intercorso tra la perdita di conoscenza e la morte effettiva. Parallelamente, gli investigatori hanno ascoltato alcuni vicini di casa per raccogliere informazioni sulle ultime ore della donna e sulla situazione nell'abitazione.

Secondo le testimonianze raccolte tra le persone che conoscevano la famiglia, la coppia conduceva una vita descritta come normale e il rapporto tra i coniugi veniva considerato sereno. La donna frequentava il corso universitario di Economia e Management e la famiglia risiedeva nell'appartamento di piazza Diamare da circa due anni.

Gli accertamenti della Polizia Scientifica e gli altri riscontri investigativi dovranno ora contribuire a mettere in ordine tutti gli elementi raccolti, mentre il fascicolo aperto dalla Procura di Cassino resta al momento incentrato sull'ipotesi di istigazione al suicidio, senza che altre ricostruzioni siano state escluse.

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