Steam Next Fest di febbraio 2026, l’invasione delle demo è appena cominciata

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   C’è un momento, tre volte l’anno, in cui la piattaforma di Valve smette semplicemente di essere un negozio e si trasforma in un immenso parco giochi temporaneo. È iniziato ieri, 23 febbraio, lo Steam Next Fest dedicato a questo primo scorcio del 2026, e come sempre l’evento – che si protrarrà fino al 2 marzo – porta con sé una valanga di novità: si parla di quasi quattromila demo, forse qualcuna in più, tutte da testare gratuitamente. Una cifra che, va da sé, rende impossibile anche solo pensare di provarle tutte, e che trasforma la settimana in una sorta di caccia al tesoro per chi è alla ricerca delle prossime ossessioni videoludiche. La produzione cosiddetta mainstream, del resto, non sta attraversando un periodo particolarmente prolifico, e l’attenzione verso la scena indipendente – complice una varietà di proposte che spesso e volentieri mette in ombra i tripla A – continua a crescere in modo esponenziale.

Tra pixel art e treni giapponesi, la varietà regna sovrana

Tra i titoli che stanno facendo parlare di sé in queste prime ore spicca Kloa - child of the forest, un gioco di ruolo d’azione in pixel art che qualcuno ha già paragonato, per atmosfere e struttura, ai vecchi capitoli di Zelda. La demo, come specificato sulla pagina ufficiale, permette di esplorare due biomi distinti, popolati da creature corrotte e costellati di enigmi ambientali, il tutto in attesa di affrontare due boss di una certa importanza. L’intero comparto grafico, ed è bene sottolinearlo, è realizzato interamente da mano umana, un dettaglio non da poco in un’epoca in cui l’intelligenza artificiale generativa inizia a fare capolino anche nelle key art di qualche prodotto affrettato. E parlando di estetiche curate, impossibile non citare The Eternal Life of Goldman, platform 2D dalla direzione artistica semplicemente sontuosa, che nella sua demo – della durata di circa un’ora e mezza – mostra il fianco a meccaniche di gioco forse non nuovissime, ma sorrette da un doppiaggio di livello e da una narrazione che cerca di farsi strada tra un salto e l’altro. Se invece si cerca qualcosa di realmente fuori dagli schemi, Denshattack! arriva dritto dalla Spagna con l’anima nipponica: un frullato di colori e velocità in cui si guida un treno facendo acrobazie degne di un Tony Hawk sotto sostanze stupefacenti.

La maturità del punta e clicca e il ritorno di vecchie conoscenze

Chi frequenta il genere da tempo conosce bene Amanita Design, lo studio ceco autore di piccoli gioielli come Machinarium e Samorost. La loro nuova fatica si intitola Phonopolis, e la demo permette già di farsi un’idea piuttosto precisa di cosa ci aspetta: un punta e clicca ambientato in una città distopica, interamente costruita con cartone e cartoncino digitalizzato, dove un pugno di minuscoli personaggi cerca di opporsi a un regime autoritario. L’estetica, come sempre da loro, è un marchio di fabbrica. E a proposito di ritorni, c’è anche chi segue un filone completamente diverso: Vampire Crawlers: The Turbo Wildcard arriva dallo stesso autore di Vampire Survivors e promette di mangiarsi le giornate di chiunque abbia il coraggio di avviarlo. Ma la vera sorpresa, per certi versi, è AudioMech, del creatore di Audiosurf: un gioco d’azione bullet hell in cui la difficoltà e il ritmo degli attacchi sono dettati dalla musica che si sceglie di importare, che arrivi da un file mp3, da una piattaforma di streaming o addirittura da un microfono acceso. Si passa dagli Iron Maiden a ‘O surdato ‘nnammurato con una naturalezza che lascia spiazzati.

Simulatori, gestionale e l’ombra di Disco Elysium

Il filone dei cozy game, quelli in cui ci si rilassa gestendo una libreria o un negozietto, è ormai saturo, ma ogni tanto emerge qualche proposta che riesce a distinguersi. Wax Head, ad esempio, mette il giocatore alla guida di un negozio di vinili, tra vendite, eventi musicali e gadget da realizzare, il tutto condito da un’estetica perfettamente in tema. E ancora, inKonbini punta a raccontare la routine e le piccole storie che ruotano attorno a un supermarket giapponese aperto 24 ore su 24. Sul fronte strategico, Windrose (ex Crosswind) sta già collezionando milioni di wishlist: un survival a tema piratesco che qualcuno ha già definito come l’incontro tra Valheim e Sea of Thieves, con un sistema di combattimento solido e un open world da esplorare. Per chi invece rimpiange le discussioni filosofiche e le meccaniche narrative di Disco Elysium, c’è Zero Parades: For Dead Spies. La demo presenta un RPG spionistico che ne riprende fedelmente l’interfaccia, il sistema di risoluzione delle azioni tramite dadi e persino l’approccio multi-soluzione ai problemi. Una prova importante per lo studio, considerate le vicissitudini legali che hanno segnato il team originale.

Una vetrina strategica in un mercato in cerca di identità

Al di là del piacere personale di scoprire nuovi giochi, eventi come questo rappresentano ormai uno snodo cruciale per gli sviluppatori. Lo Steam Next Fest funziona come un motore di scoperta, certo, ma anche come uno strumento di validazione: il numero di download, le ore di gioco e le wishlist accumulatesi in questi giorni possono decretare il successo o il fallimento di un’uscita prevista per i prossimi mesi. Anche realtà consolidate, come l’etichetta indie di Snail Games, approfittano della ribalta per lanciare demo – è il caso del survival medievale Stoneguard e del gestionale Above The Snow – e per testare la risposta del pubblico in vista del lancio. Con oltre tremila demo disponibili e una finestra temporale così ristretta, la sfida per i piccoli studi è riuscire a emergere dal mucchio, mentre per i giocatori l’unico vero problema sarà scegliere cosa provare prima che, il 2 marzo, molti di questi assaggi spariscano nel nulla, in attesa di chissà quale ritorno.

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