Bonaccini e Schlein sul voto: l'unità non è più in discussione
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Redazione Interno
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Le elezioni regionali hanno fornito, secondo le parole di Stefano Bonaccini, una “conferma della giustezza della linea testardamente unitaria” del Partito Democratico, il quale si è attestato come il “perno della coalizione” di centrosinistra. Le vittorie, definite “nettissime”, in Campania e in Puglia, insieme ai segnali di crescita in Veneto seppur in uno scenario di sconfitta, vengono lette come la prova tangibile che “la destra si può battere” e che un “centrosinistra plurale e unito” rappresenta la condizione necessaria, sebbene non di per sé sufficiente, per riuscirci. Bonaccini, rispondendo a chi gli chiedeva una valutazione, ha sottolineato con decisione come la strategia perseguita abbia dato i suoi frutti, consolidando una visione che non ammette più divisioni.
La linea della segreteria e il patto di coalizione
Elly Schlein, dal canto suo, ha colto l'occasione per marcare con ancor maggiore forza il solco tracciato dall'esito del voto, affermando senza mezzi termini che “da questa coalizione, la stessa messa in campo in tutte le regioni, non si può più tornare indietro”. La segretaria dem, che ha parlato a Napoli sotto una pioggia battente, ha insistito sul fatto che la consapevolezza di dover “stare insieme, attorno a un programma condiviso” sia ormai un patrimonio comune, un insegnamento impartito con chiarezza dalle urne. “L’alternativa c’è ed è competitiva”, ha proclamato, indicando nel Sud e nel suo riscatto il punto di partenza per una vittoria nazionale contro quello che ha definito “il governo più antimeridionalista della storia”, colpevole di voler “spaccare l’Italia con l’autonomia differenziata”.
La festa a Napoli e un sospiro di sollievo
L’atmosfera a Napoli, dove tutti i leader del cosiddetto campo largo si sono ritrovati per una fotografia collettiva e per abbracciarsi dopo la vittoria in Campania, è stata descritta come un “sospiro di sollievo”. In quel contesto, Schlein si è lasciata andare a un momento di sfogo emotivo, citando una famosa frase di Pino Daniele, “Tanto l'aria s'adda cagnà”, per enfatizzare il bisogno di un cambiamento che, a suo dire, è ormai nell’aria. “Uniti si vince”, ha ripetuto più volte, traendo dalla larghezza dei margini di Roberto Fico e di Michele Emiliano, la prova che “uniti si stravince”, e che persino dove la vittoria è mancata, come in Veneto, i risultati sono raddoppiati rispetto al passato.
Le voci dissonanti e le ombre sul futuro
Accanto alle narrazioni trionfali, però, si levano voci che smontano l’ottimismo della segretaria, arrivando a definirla la “vera sconfitta” di queste consultazioni. Viene fatto notare come Schlein rivendichi una vittoria che, in realtà, non le apparterebbe pienamente, messa in pericolo da un’astensione record, dalla presenza di “cacicchi” locali ingombranti e da alleanze spesso imposte dalla necessità più che da una reale condivisione politica. La sua “allegria sospetta e costruita”, descritta da alcuni osservatori, sembrerebbe dunque un tentativo di far dimenticare quello che viene ricordato come “il periodo più nero della sua reggenza”, lasciando intravedere un futuro per il Partito Democratico che potrebbe, in prospettiva, persino prescindere dalla sua figura.




