Una piazza per l’Europa: l’appello di Bonaccini e Serra

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Stefano Bonaccini, presidente del Partito Democratico, ha rilanciato con forza l’appello di Michele Serra per una grande manifestazione a sostegno dell’Europa, sottolineando l’urgenza di un momento storico che, tra tensioni globali e incertezze, richiede unità e partecipazione. “Una piazza per l’Europa. Condivido l’appello di Michele Serra, a favore di una manifestazione senza simboli e bandiere di partito”, ha scritto Bonaccini sui social, aggiungendo: “Con tutto quello che sta accadendo nel mondo, in Occidente in particolare: se non ora, quando?”.

L’invito, lanciato da Serra sulle pagine di Repubblica, punta a mobilitare cittadini, istituzioni e forze politiche di ogni orientamento per il prossimo 15 marzo, in nome di valori comuni e di un’Europa che, di fronte alle pressioni delle autocrazie e ai cambiamenti negli equilibri internazionali, rischia di perdere la sua identità. “L’Europa o si fa o siamo fregati”, ha dichiarato Serra a Metropolis, evidenziando come l’accelerazione delle politiche di Donald Trump stia contribuendo a uno “scombussolamento degli assetti mondiali” e a un diffuso smarrimento nel vecchio continente.

La proposta di una piazza unitaria, priva di connotazioni partitiche, mira a creare un momento di condivisione e di appartenenza, rivolgendosi tanto ai progressisti quanto ai conservatori. “In una piazza ti senti di appartenere a una comunità”, ha spiegato Serra, sottolineando l’importanza di superare le divisioni per affrontare le sfide comuni. Un messaggio che ha trovato eco anche in Molise, dove la consigliera regionale del Pd, Alessandra Salvatore, ha rilanciato l’iniziativa, ribadendo la necessità di una mobilitazione popolare in un momento “delicato” a livello nazionale e internazionale.

L’appello arriva in un contesto in cui l’Europa si trova a fare i conti con un clima di disorientamento e paura, alimentato da tensioni geopolitiche e da un crescente scetticismo verso le istituzioni comunitarie. Serra si interroga sulla sopravvivenza stessa del concetto di Occidente e sulla capacità dell’Europa di resistere alle pressioni esterne, auspicando una risposta corale che parta dal basso.

La data del 15 marzo, dunque, potrebbe rappresentare un’occasione per ridare slancio a un progetto europeo che, nonostante le criticità, resta un punto di riferimento per la difesa dei diritti, della libertà e della democrazia. Bonaccini, nel sostenere l’iniziativa, ha ribadito l’importanza di agire subito, senza rimandare a un futuro incerto. Una chiamata alla responsabilità che, nelle intenzioni dei promotori, dovrebbe coinvolgere non solo i cittadini, ma anche chi opera nelle istituzioni, in un’ottica di partecipazione e condivisione.

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