Neonazismo e antisemitismo, perquisizioni in tutta Italia: coinvolti due giovani bergamaschi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nelle prime ore del mattino, i carabinieri del Ros di Brescia, coordinati dalla pm Bressanelli, hanno messo a segno un’operazione su scala nazionale che ha portato a perquisizioni in diverse regioni, coinvolgendo oltre trenta persone. Tra queste, due giovani bergamaschi – uno di Carobbio degli Angeli e l’altro residente in città – indagati per apologia di fascismo e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione religiosa. L’inchiesta, condotta in collaborazione con la Direzione nazionale antimafia, ha fatto emergere una rete di gruppi virtuali legati all’estremismo di destra, dove circolavano contenuti xenofobi, antisemiti e propaganda suprematista.

Non solo adulti: tra gli indagati figura anche un minorenne abruzzese, trovato in Umbria, dove si trovava temporaneamente con la famiglia. A Umbertide, i militari del Ros di Perugia hanno eseguito una perquisizione nell’ambito dello stesso filone investigativo, che ha portato alla luce l’adesione a ideologie violente e il coinvolgimento in chat dedicate all’odio razziale. Ventisette i giovani tra i 17 e i 25 anni sotto la lente della procura di Brescia, che ha lavorato a stretto contatto con la Dia e il Ros per smantellare quella che è stata definita una "galassia nera" di estremisti digitali.

L’operazione ha raggiunto anche il Piemonte, con perquisizioni nelle province di Cuneo e Biella, dove sono stati identificati ulteriori sospettati legati a gruppi online neonazisti. Al centro delle indagini, un 21enne di Cazzago San Martino, colpito da un’ordinanza di custodia cautelare e obbligo di firma.

Quello che emerge è un mosaico di giovani – alcuni quasi adolescenti – cresciuti nel culto della violenza e della supremazia razziale, legati da un filo invisibile ma resistente che attraversa l’Italia. Un fenomeno che, seppur frammentato, dimostra come certi rigurgiti ideologici trovino ancora terreno fertile, soprattutto online, dove l’anonimato e la viralità amplificano messaggi altrimenti marginali.

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