Mondiali 2026, la Francia si sveglia nel secondo tempo: Maignan e Rabiot titolari, ma solo il centrocampista del Milan convince nella vittoria sul Senegal
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Redazione Sport
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L'esordio della Francia ai Mondiali nordamericani, celebrato con il punteggio di 3-1 sul Senegal, è stato un crocevia di conferme e interrogativi, specialmente per quanto riguarda i due componenti della colonia rossonera scesi in campo dal primo minuto.
Se il successo nel Gruppo I, maturato al MetLife Stadium di New York, porta la firma indiscussa di un Kylian Mbappé da record, la prestazione dei due calciatori del Milan impegnati sotto la guida di Didier Deschamps ha offerto spunti contrastanti, delineando un quadro che, al netto della vittoria, richiede attenzione in vista dei prossimi impegni.
Il ct francese, alle prese con una prima frazione di gioco sorprendentemente complicata, ha dovuto rivedere l'assetto tattico per scardinare la difesa senegalese, e in questa riorganizzazione il ruolo di Adrien Rabiot si è rivelato più incisivo di quello del portiere Mike Maignan, il quale, pur mantenendo inviolata la porta nel primo tempo, ha mostrato qualche incertezza nel corso della partita.
La prestazione dei due rossoneri: tra sicurezza e dubbi
L'ex giocatore dell'Juventus Rabiot, schierato come mediano davanti alla difesa, ha disputato una partita di sostanza e qualità, risultando decisivo nell'azione che ha sbloccato la partita in modo definitivo. La sua prestazione, giudicata più che positiva dagli addetti ai lavori, è stata impreziosita dall'assist per Bradley Barcola: un filtrante profondo e visionario che ha tagliato in due la retroguardia avversaria, permettendo al compagno di superare il portiere con un tocco sotto di pregevole fattura.
Una giocata che ha messo in luce non solo la capacità di lettura dello spazio, ma anche la duttilità tattica di un centrocampista capace di giocare con personalità in un ruolo non sempre consono alle sue caratteristiche. Diverso, invece, il copione per Mike Maignan, il capitano del Milan che, pur partendo titolare tra i pali, ha collezionato una prestazione al di sotto delle aspettative. Se nel primo tempo il Senegal, che ha colpito un palo con Nicolas Jackson e sciupato una chiara occasione con Ismaila Sarr, non è riuscito a trovare il gol, nella ripresa la sua sicurezza è sembrata vacillare.
Il gol subito da Ibrahim Mbaye, arrivato su un tiro dal primo palo, ha evidenziato una reattività non impeccabile, alimentando qualche riserva su una condizione che, in un torneo di così alto livello, dovrà necessariamente migliorare per reggere l'urto degli attacchi più potenti.
La rimonta francese e il messaggio dell'Empire State Building
Al di là delle singole valutazioni, la vittoria della Francia è stata il frutto di una netta inversione di tendenza nella ripresa, dopo un primo tempo dominato dal punto di vista delle occasioni dalla compagine africana, che aveva meritato di passare in vantaggio.
La mossa di Deschamps, che ha spostato Michael Olise sull'out di destra per dare maggiore profondità, ha cambiato volto alla squadra, e la doppietta di Mbappé, che ha superato Olivier Giroud nella classifica dei marcatori di tutti i tempi della nazionale arrivando a quota 58 reti, ha chiuso i conti in maniera spettacolare, con un tiro dalla distanza che ha siglato il definitivo 3-1.
Un risultato che ha scatenato l'entusiasmo anche oltre i confini del campo, come testimonia il gesto dell'Empire State Building, illuminatosi con i colori blu, bianco e rosso per celebrare la prima vittoria della squadra transalpina. Un omaggio suggestivo, quello del grattacielo simbolo di New York, che ha voluto rendere omaggio alla vittoria francese, tingendo il cielo della metropoli con le tonalità della bandiera nazionale, quasi a suggellare l'ingresso trionfale dei Bleus nel torneo nordamericano.
La serata newyorkese, insomma, è stata a tinte francesi, ma per due dei suoi protagonisti in rossonero, il bilancio della prima uscita rimane in attesa di un giudizio più maturo.
L'analisi del match e il futuro nel Gruppo I
Il match, che ha visto la Francia prevalere in rimonta con le reti di Mbappé, Barcola e ancora Mbappé a fronte del gol della bandiera di Mbaye, ha rappresentato un banco di prova importante per una delle squadre considerate tra le favorite per il titolo. La facilità con cui il Senegal ha messo in difficoltà la retroguardia francese nella prima mezz'ora è un campanello d'allarme che il ct Deschamps dovrà gestire, così come dovrà lavorare sul recupero della miglior condizione di Maignan, la cui sicurezza è spesso il termometro della solidità difensiva della squadra.
D'altro canto, la capacità di riprendere il controllo del gioco e la qualità mostrata da Rabiot nel tessere le trame del centrocampo offrono garanzie sulla tenuta mentale di un gruppo che sa soffrire e colpire al momento giusto. Con il primo posto del girone già in cassaforte, almeno momentaneamente, la Francia guarda avanti, consapevole che il Mondiale è un percorso lungo e che la vera prova di forza sarà la continuità di rendimento, al netto delle singole prestazioni che, come quelle dei due rossoneri, hanno mostrato luci e ombre in questa prima, significativa uscita newyorkese.




