Andria, il cane che ha azzannato l’undicenne sarebbe stato individuato. Il proprietario gli lanciò 20 euro prima di sparire

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Non è stato il morso in sé – sebbene la ferita alla gamba richieda quindici giorni di prognosi – a rendere questo episodio cosi cupo, quanto il gesto che ne è seguito. L’aggressione è avvenuta lunedì sera ad Andria, nei pressi della chiesa di Santa Maria Addolorata alle Croci, mentre un bambino di 11 anni rientrava a casa insieme al fratellino. Secondo la ricostruzione fornita dalla legale della famiglia, l’avvocata Laura Di Pilato, l’animale – un cane di taglia media – sarebbe improvvisamente sbucato dal finestrino di un’automobile in sosta, azzannando il minore al polpaccio prima che questi potesse in qualche modo ripararsi.

La madre del ragazzino, nel raccontare quei momenti, ha descritto lo choc del figlio, medicato al pronto soccorso dell’ospedale Bonomo; gli è stata somministrata l’antitetanica nonostante fosse già coperto, proprio perché non si conosceva lo stato vaccinale del cane. Eppure, l’elemento che ha trasformato una vicenda già grave in un fatto di cronaca destinato a fare discutere è un altro: il proprietario dell’animale, invece di prestare soccorso o attendere l’arrivo dei genitori, avrebbe lanciato una banconota da 20 euro in direzione del bambino, per poi allontanarsi rapidamente.

Il riconoscimento dietro il portone di vetro e la caccia al padrone

Martedì la situazione ha preso una piega decisiva. La madre del piccolo ha dichiarato che suo figlio, nel corso di una di quelle perlustrazioni informali che seguono un trauma, avrebbe riconosciuto il cane dietro un portone di vetro; la famiglia crede quindi di aver individuato la zona in cui abita il proprietario. “In quella zona però ci sono tre indirizzi diversi – ha precisato la donna – e per questo abbiamo lasciato ogni accertamento alle autorità giudiziarie”. La speranza è che il microchip dell’animale, qualora fosse registrato, possa fornire una risposta certa, sciogliendo i dubbi in un caso dove la superficialità umana sembra aver superato persino l’istinto dell’animale.

La denuncia per omissione di soccorso e lesioni

La famiglia, assistita dall’avvocata Di Pilato, ha formalizzato una querela in procura a Trani; le ipotesi di reato al momento sono l’omissione di soccorso e le lesioni. Non è stata resa nota l’identità del conducente, né sono emersi ulteriori dettagli sul suo conto al di là del gesto grottesco di quella banconota lanciata quasi come un vile risarcimento. I familiari attendono ora che le forze dell’ordine acquisiscano le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona, ritenute cruciali per identificare l’uomo e ricostruire minuziosamente la dinamica.

Una prognosi di quindici giorni e un vuoto di responsabilità

Il bambino, rientrato a casa dopo le cure, dovrà osservare quindici giorni di prognosi; non si tratta solo del tempo necessario alla guarigione fisica della ferita, ma anche di quello che servirà per elaborare uno choc che la madre definisce ancora profondo. “Ci auguriamo che si faccia chiarezza e giustizia – ha dichiarato la donna – anche attraverso il microchip”. In attesa che gli accertamenti proseguano, la vicenda resta un’istantanea desolante di un disprezzo che non chiede nemmeno scusa, ma si limita a gettare qualche spicciolo dal finestrino di un’auto in fuga.

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