Trump e l'Ucraina, la strategia di Volker

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Donald Trump, secondo Kurt Volker, già ambasciatore americano alla Nato e inviato speciale per l'Ucraina durante il primo mandato del tycoon, riuscirà a fermare la guerra in Ucraina entro 24 ore dall'inaugurazione del suo secondo mandato. Volker, in un'intervista a Repubblica, sostiene che Vladimir Putin, ormai disperato, accetterà l'accordo con Volodymyr Zelensky. La strategia di Trump, secondo Volker, si basa sulla pressione necessaria per costringere l'Ucraina a cedere territori in cambio della fine del conflitto con la Russia.

Volker prevede che entro il 20 gennaio, data dell'inaugurazione, Trump avrà già pronto un percorso per chiudere la guerra. Putin, in difficoltà, starebbe preparando il terreno per una via d'uscita. Domenico Rossi, già generale di corpo d'armata dell'Esercito italiano e sottosegretario alla Difesa, conferma che senza l'aiuto americano, l'Ucraina non potrà proseguire la guerra per molto. L'aiuto europeo, infatti, non è sufficiente a reggere lo sforzo bellico di Kiev, e gli Stati Uniti, già da prima della vittoria di Trump, non hanno interesse a continuare a impegnarsi in Europa, preferendo concentrare gli sforzi nell'Indopacifico.

La telefonata tra Trump e Putin, smentita dal Cremlino, è stata bollata come "scontata" da Rossi, che sottolinea come l'elezione di Trump possa portare a un disimpegno degli Stati Uniti nei confronti dei Paesi ex sovietici, finora attratti nell'orbita delle democrazie occidentali. La seconda presidenza di Trump, secondo Massimo Nava, potrebbe costringere l'Ucraina ad accettare di cedere territori per porre fine alla guerra con la Russia, segnando un cambiamento significativo nella politica estera americana.

In questo contesto, l'Europa si trova a dover affrontare una situazione complessa, con l'Ucraina che rischia di rimanere senza il supporto necessario per continuare la sua resistenza contro l'invasione russa.

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