L'altalena dei prezzi nel 2025: tra forti rincari e qualche tregua inaspettata

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il 2025 si è rivelato un esercizio di equilibrismo per i bilanci delle famiglie italiane, segnato non da un'ondata uniforme di inflazione ma da una marcata divergenza tra le diverse voci di spesa. Mentre al supermercato, infatti, si potevano riscontrare finalmente alcuni segnali di alleggerimento, altre categorie hanno continuato a registrare incrementi significativi, disegnando un quadro economico complesso e frastagliato. I dati definitivi dell'Istat, che confermano un tasso d'inflazione medio annuo all'1,5%, fotografano una dinamica dei prezzi che, lungi dall'essere lineare, ha prodotto vincitori e vinti nel carrello della spesa dei cittadini.

I settori in controtendenza: il calo dell'elettronica e dell'olio

Tra le poche ma significative note positive, vanno annoverati i comparti dell'elettronica di consumo e dell'olio d'oliva. Nei negozi specializzati, smartphone e computer hanno visto scendere i propri listini, offrendo una rara opportunità di risparmio per chi necessitava di aggiornare i propri dispositivi. Una tendenza simile, seppur con dinamiche completamente differenti, si è manifestata sugli scaffali dei supermercati per l'olio d'oliva, il quale, dopo una lunga e pesante fase di rincari, ha finalmente invertito la rotta, concedendo un po' di respiro a un prodotto cardine della dieta mediterranea. Questi cali, per quanto apprezzabili, rappresentano però isole in un mare ancora mosso da onde di rincari.

La spirale dei costi per alimentari, energia e beni di lusso

A farla da padrone, purtroppo, sono state invece le spinte al rialzo, alcune delle quali particolarmente vigorose. Al bar, il costo di un caffè ha continuato a salire, diventando un simbolo quotidiano del carovita, mentre al supermercato l'intero paniere alimentare ha mantenuto una pressione inflazionistica superiore alla media. Se si considera l'arco degli ultimi cinque anni, dal 2021 al 2025, l'aumento cumulato per il carrello della spesa ha toccato il 24%, un dato che supera di sette punti percentuali l'inflazione generale e che ha attirato l'attenzione dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, la quale ha avviato un'indagine per accertare eventuali distorsioni. Anche l'energia ha gravato non poco, con un rincaro del 34% nello stesso quinquennio. Ma è stato nel campo dei beni di lusso, in particolare della gioielleria, che si sono osservati gli incrementi più vistosi, trainati dal valore dell'oro che ha toccato livelli storici, rendendo anelli e collane sempre più accessibili solo a una cerchia ristretta di acquirenti.

Il quadro congiunturale di fine anno

A chiudere il cerchio del 2025, i dati di dicembre confermano la natura duale dell'inflazione. Rispetto allo stesso mese del 2024, l'indice dei prezzi al consumo per l'intera collettività mostra un aumento dell'1,4%, con una crescita mensile dello 0,3% su novembre. Le divisioni di spesa che hanno esercitato la maggiore spinta al rialzo, in termini tendenziali, sono risultate i servizi ricettivi e di ristorazione, con un più 4,8%, seguiti dai prodotti alimentari e dalle bevande analcoliche, in rialzo del 2,8%. Anche i trasporti hanno contribuito all'aumento del costo della vita, seppur in misura minore. Questa fotografia di fine anno, dunque, non lascia spazio a facili ottimismi e restituisce l'immagine di un'economia in cui le pressioni sui prezzi, sebbene attenuate in alcuni segmenti, rimangono ben radicate in altri, continuando a erodere il potere d'acquisto.

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