La risalita dei prezzi: l'inflazione ritorna a farsi sentire in provincia di Pavia
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Dopo la tregua del 2024, l’inflazione ha ripreso a salire in provincia di Pavia, dove lo scorso anno ha segnato un +1,1%. Una percentuale che, seppur lontana dai picchi del biennio 2022-2023 – quando il caro energia fece impennare il costo della vita –, segnala una tendenza al rialzo che preoccupa le famiglie. Quel periodo di forte pressione, che aveva portato il tasso medio provinciale fino al 5,1%, sembrava infatti archiviato, ma i dati recenti indicano una nuova fase di tensione sui listini, che si inserisce in un quadro nazionale dai forti chiaroscuri.
Un quadro nazionale paradossale: tra gioielli alle stelle e olio in caduta
L’andamento dei prezzi in Italia, del resto, offre uno spaccato quasi paradossale, come evidenziato dalle analisi del Centro di formazione e ricerca sui consumi. Da una parte si registrano impennate notevoli, emblematiche quelle dell’oro, considerato bene rifugio, e del caffè, la cui tazzina al bar ha visto un rincaro del 20,7%, arrivando in alcuni casi a superare la soglia dei due euro. Dall’altra, invece, si osservano cali significativi per prodotti come l’olio e gli smartphone, in una dinamica a montagne russe che rende volatile la spesa delle persone. Questo scenario conferma come l’inflazione non colpisca in maniera uniforme, ma crei vincitori e vinti tra i settori merceologici, mentre i dati Istat certificano un aumento complessivo del carrello della spesa del 24% nell’arco degli ultimi cinque anni.
Il costo della vita nelle città: Bolzano in testa alla classifica
A risentire dell’aumento dei prezzi, in misura differente, sono tutte le aree del Paese. L’Unione nazionale consumatori ha stilato la classifica delle città più care del 2025, in termini di costo della vita, che vede Bolzano saldamente al primo posto. Nella città altoatesina, un’inflazione media del +2,2% – la terza più alta d’Italia a pari merito con Rimini – si traduce nella maggior spesa aggiuntiva annua per una famiglia, quantificabile in circa 730 euro in più rispetto all’anno precedente. Seguono, in questa speciale graduatoria, Siena, con un tasso del +2,4% e 649 euro di spesa in più, e Rimini, appunto, dove il +2,2% inflazionistico equivale a un esborso aggiuntivo di 606 euro per nucleo familiare.
La Puglia e il contesto internazionale: dinamiche complesse
Il fenomeno inflattivo, peraltro, presenta rilevanti differenze regionali, con la Puglia che nel 2025 ha registrato il tasso più alto a livello nazionale. Una complessità che si intreccia con le vicende della politica internazionale, dove l’amministrazione di Trump, nuovamente alla guida degli Stati Uniti, definisce nuove priorità economiche i cui effetti si riverberano sui mercati globali. In questo clima di incertezza, le famiglie italiane si trovano a dover affrontare bilanci sempre più compressi da rincari selettivi ma pesanti, come quello del caffè, diventato ormai un bene di lusso, mentre altri prodotti concedono un temporaneo sollievo, senza però invertire la tendenza generale di una vita che torna a costare cara.




