Odermatt domina a Beaver Creek, Paris sorride. Aznoh cade pesantemente
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Redazione Sport
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Il dominio di Marco Odermatt sulla terrificante “Birds of Prey” di Beaver Creek è stato di una chiarezza cristallina, una dimostrazione di forza e controllo tecnico che lascia pochi margini di discussione sul suo attuale stato di forma. L’atleta svizzero, che ora è a quota quarantotto vittorie in Coppa del Mondo, ha firmato una prestazione pressoché perfetta, in particolare nella centrale di gara, un tratto ripido e insidioso dove la sua capacità di tracciare curve pulite e potenti gli ha consentito di rifilare decimi preziosi a tutto il resto del lotto. Una vittoria, la prima in carriera proprio in discesa libera su questo tracciato, che non solo lo proietta con i favori del pronostico per le prove veloci successive ma che ha voluto celebrare, con understatement tipico, concedendosi un cheeseburger. La sua progressione nella classifica all-time delle vittorie continua, avvicinandosi al leggendario traguardo di Alberto Tomba, mentre l’ipotesi di una tripletta di successi nello stesso fine settimana, come accadde al connazionale Carlo Janka nel lontano 2009, diventa concretamente un obiettivo alla sua portata.
Il segnale incoraggiante di Paris e il bilancio italiano
Nell’ombra del nuovo re di Beaver Creek, però, c’è chi ha ritrovato un po’ di fiducia. Dominik Paris, reduce da un periodo complesso e alle prese con la ripartenza verso gli appuntamenti clou della stagione, ha chiuso al sesto posto, a soli ventitré centesimi dal podio. Un piazzamento che, considerata la difficoltà della pista e il fatto che si tratti della sua prima discesa della stagione, assume i contorni di un messaggio positivo. L’altoatesino, il cui obiettivo principale rimane la preparazione per le gare di mezzo-fondo e per la sfida olimpica sulla Stelvio, ha potuto dunque archiviare la giornata con un sorriso, consapevole che i margini di miglioramento sono ampi. Il bilancio della squadra italiana, nel complesso, vede quattro atleti a punti: accanto a Paris, si sono segnalati Schieder nei primi quindici, mentre Casse ha faticato più del previsto. Franzoni ha raccolto qualche punto, e Bosca ha optato per un rientro cauto, pensando già al super-g di venerdì.
L'incidente di Rok Aznoh e la lunga interruzione
La giornata, purtroppo, è stata segnata anche da un episodio di grande preoccupazione, che ha costretto a una lunga interruzione della gara. Lo sloveno Rok Aznoh, in gara con il pettorale numero cinquantotto, è stato protagonista di una bruttissima caduta nel settore finale del tracciato. Dopo un transito non brillante al secondo intermedio, l’atleta ha perso il controllo dello sci nell’ultimo tratto della discesa, finendo con violenza contro le protezioni laterali a una velocità stimata superiore ai cento chilometri orari. L’impatto, visibilmente duro, ha immediatamente allarmato gli addetti ai lavori e il pubblico, portando a un’interruzione protrattasi per diverso tempo per consentire il soccorso e il trasporto in sicurezza dello sciatore fuori dalla pista.
Lo scenario della Coppa del Mondo si delinea
Questa prima discesa libera della stagione olimpica ha quindi offerto diversi spunti di riflessione, delineando gerarchie e aprendo scenari. Da una parte, la supremazia di Odermatt appare solida e costruita su una tecnica raffinatissima, che sulla pendenza di Beaver Creek ha fatto la differenza. Dall’altra, il ritorno competitivo di figure esperte come Paris indica che la stagione avrà diversi livelli di lettura e che le battaglie per i podi saranno aperte. L’episodio che ha coinvolto Aznoh, al di là del risultato sportivo, ricorda a tutti i rischi insiti in questo sport, dove il confine tra una prestazione eccezionale e un incidente è spesso sottilissimo. La competizione ora si sposta immediatamente sul super-g, dove molti di coloro che oggi hanno gareggiato avranno l’opportunità di cercare un riscatto o di confermare le sensazioni positive.




