Prezzo e piccoli disagi. Ecco perché l’auto elettrica non sfonda in Europa
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Redazione Economia
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Le vendite delle auto elettriche in Europa sono in forte calo, con un crollo del 36% nell'intera Europa Occidentale e addirittura del 44% nell'Unione Europea. Questo calo è particolarmente evidente in Germania, dove le vendite sono diminuite del 68,8%, in Italia con un calo del 40,9%, in Francia con un calo del 33% e in Spagna con un calo del 24,8%. Le immatricolazioni nei Paesi Ue, Efta e Regno Unito nel mese di agosto sono state 755.717, con una diminuzione del 16,5% rispetto al 2023. Stellantis, gruppo che ha come primo azionista Exor, ha venduto nel mese 103.612 auto, con un calo del 28,7%.
Il mercato europeo ha perso il 16,5% dei volumi in agosto rispetto allo stesso mese dell’anno scorso, un calo ancora più alto, del 29,6%, se si fa il confronto con il 2019, anno precedente alla crisi pandemica. Questo risultato ridimensiona anche le performance del mercato da inizio anno: le immatricolazioni restano sì positive, ma soltanto dell’1,7% nell’area Europa più Efta.
Il calo delle vendite di auto elettriche è attribuibile a diversi fattori. In primo luogo, il prezzo delle auto elettriche rimane elevato rispetto alle auto a combustione interna. Nonostante i progressi tecnologici, il costo delle batterie e dei componenti elettronici continua a rappresentare una barriera significativa per molti consumatori. Inoltre, la rete di infrastrutture per la ricarica delle auto elettriche è ancora insufficiente in molte aree, rendendo difficile per i proprietari di auto elettriche trovare punti di ricarica convenienti.
Un altro fattore che contribuisce al calo delle vendite è la percezione dei consumatori riguardo all'affidabilità e alla durata delle auto elettriche. Nonostante i miglioramenti nella tecnologia delle batterie, molti consumatori rimangono scettici riguardo alla durata delle batterie e ai costi di manutenzione a lungo termine.




