L’Odissea di Nolan continua a fare il tutto esaurito: 1,1 miliardi di dollari e code fuori dal cinema

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
CULTURA E SPETTACOLO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Anche in Trentino è febbre da Odissea. Al Cinema Vittoria di Trento, a pochi minuti dall’inizio della proiezione, una lunga fila di persone si forma all’ingresso. Sono trascorse oltre tre settimane dalla sua uscita, ma il film di Christopher Nolan continua a registrare il tutto esaurito, con uno zoccolo duro di spettatori che non accenna a diminuire.

C’è chi viene a vederlo per la seconda volta, magari per cogliere qualche dettaglio sfuggito durante la prima visione, e chi, invece, era disposto ad andare fuori regione pur di riuscire a trovare un posto, tanta era la difficoltà di accaparrarsi un biglietto per il primo spettacolo disponibile. Un fenomeno che non riguarda solo il capoluogo trentino, ma che si estende a macchia d’olio lungo tutta la penisola, assumendo i contorni di un vero e proprio evento socioculturale.

La corsa all’Imax e le notti in sala

La febbre per l’Odissea ha contagiato anche Bergamo, dove gli spettatori sono letteralmente andati a caccia di una visione in formato Imax, pronti a rimanere in sala fino alle 4 di notte pur di non perdersi lo spettacolo. L’esperienza cinematografica proposta dal regista inglese, del resto, sembra aver rivoluzionato le abitudini del pubblico contemporaneo, trasformando una pellicola epica in un appuntamento imperdibile che spinge gli appassionati a organizzarsi come fossero in missione.

La domanda per le proiezioni serali e notturne è talmente alta che molti hanno dovuto prenotare con giorni di anticipo, mentre altri si sono visti costretti a cercare soluzioni alternative fuori città, in una vera e propria odissea per un posto a sedere. Il tutto mentre il passaparola e le recensioni sui social alimentano ulteriormente l’hype, creando un circolo virtuoso che tiene alte le presenze in sala.

Il cavallo di Troia di Nolan e il successo al box office

Christopher Nolan, che dopo Proust e Bergman si conferma l’autore europeo più ossessionato dalle acrobazie del Tempo, ha cambiato i tempi del cinema contemporaneo con questa operazione. Ci aveva già provato con l’apparentemente ostico Oppenheimer, un titolo storico-biografico di impianto teatrale che riuscì a trasformare in un blockbuster, ma con Odissea dà scacco matto al sistema, confezionando un evento potentissimo che mescola alto e basso, cultura classica e intrattenimento di massa.

Il cavallo di Troia, qui mezzo insabbiato ma vincente come pezzo sulla scacchiera, diventa la metafora perfetta per un’operazione che nasconde dentro di sé molteplici livelli di lettura. E il successo commerciale è sotto gli occhi di tutti: grazie a Ulisse, Nolan batte se stesso, e la sua Odissea in formato Imax è ufficialmente diventata il film di maggior successo commerciale di sempre del regista, con 1,1 miliardi di dollari di incassi, superando Il cavaliere oscuro – Il ritorno del 2012, che si era fermato a 1,08 miliardi.

L’avventura del ritorno e il primato Imax

L’avventura in costume del lungo ritorno a Itaca, con un cast stellare che comprende Matt Damon, Anne Hathaway, Tom Holland e Zendaya, non si è limitata a infrangere il record personale del regista, ma ha anche stabilito un nuovo primato assoluto per le sale Imax. Con 289 milioni di dollari incassati in questo formato, il film ha superato Avatar del 2009, che aveva raccolto 271 milioni, un dato che assume ancora più rilievo se si considera che le cifre non sono state adeguate all’inflazione.

Un risultato che conferma la capacità di Nolan di attrarre il pubblico verso esperienze cinematografiche immersive, dove la tecnologia e la narrazione si fondono in un’unica, travolgente visione.

L’Ulisse moderno e le letture molteplici

Nell’Odissea di Nolan, Ulisse è l’eroe prometeico che si ribella al fato per affermare sé stesso, simbolo dell’uomo moderno che fa affidamento sulle proprie forze negando la divinità. Ma a guardare bene, e a lasciarsi trasportare dalla complessità del racconto, emerge forse anche un’altra figura, quella di un Ulisse che nel corso della sua vita, durante quel lungo viaggio di ritorno verso casa, vive un’autentica conversione.

Probabilmente, come per ogni grande classico, esiste un Ulisse per ogni lettore o spettatore, una molteplicità di interpretazioni che si moltiplicano ora che il film di Nolan ha riportato in auge uno dei capolavori assoluti della cultura classica e della civiltà occidentale. Un ritorno alle origini che si riverbera sugli schermi di tutto il mondo, confermando come le storie antiche, se raccontate con il giusto respiro, possano ancora parlare con straordinaria potenza al presente.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.