Scontri a Milano dopo corteo per Gaza, tre arresti e la politica irrompe sulla piazza

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Gli scontri di lunedì pomeriggio, che hanno insanguinato la zona della stazione Centrale di Milano al termine di un corteo in solidarietà con Gaza, hanno avuto il loro immediato risvolto giudiziario con l’arresto di tre giovani. Due ragazze e un ragazzo sono finiti in manette a seguito delle indagini della Digos, coordinate dal pm di turno Elio Ramondini, il quale ha disposto le misure cautelari per i disordini che hanno contrapposto una frangia di manifestanti alle forze dell’ordine. Per le due giovani, accusate di resistenza aggravata, è già calendarizzata per oggi l’udienza in Tribunale a Milano con il rito del direttissima; una procedura accelerata che testimonia la gravità attribuita dagli inquirenti agli episodi verificatisi. Quanto al terzo arrestato, un giovane le cui accuse – sempre di resistenza aggravata – si sono aggravate ulteriormente per le lesioni inferte a un poliziotto, circostanza che rientra nelle nuove norme introdotte dal cosiddetto ‘decreto sicurezza’, il pm Ramondini ha chiesto al gip non solo la convalida dell’arresto ma anche l’applicazione di una misura cautelare.

Sul piano politico, la reazione è stata immediata e ha polarizzato il dibattito, spostandolo dalla cronaca milanese alla questione più ampia della gestione dell’ordine pubblico durante le proteste. Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini, definendo "delinquenti" coloro che hanno strumentalizzato la protesta, ha lanciato una proposta shock: "La proposta concreta che porteremo avanti come Lega è quella di far pagare una cauzione sui conti correnti personali a tutti coloro che organizzano manifestazioni". Una dichiarazione che, sebbene nata dall’indignazione per i sessanta agenti rimasti feriti, punta a modificare structuralmente le regole del diritto di assemblea, introducendo un elemento di garanzia economica a carico degli organizzatori.

Dall’altra parte dello schieramento, la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha accusato il governo di utilizzare gli episodi di violenza – sebbene condannati – per mettere a tacere un intero movimento di protesta. "Smettetela di criminalizzare ogni piazza e ogni forma di dissenso", ha tuonato Schlein durante la direzione del partito, sottolineando come la stragrande maggioranza dei partecipanti alle manifestazioni di solidarietà per i palestinesi in tutta Italia abbia mantenuto un contegno pacifico. Secondo la leader dem, attribuire alla totalità dei manifestanti la responsabilità degli scontri di Milano equivarrebbe a ignorare volontariamente un “sentimento fortissimo” che percorre il paese.

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