Tornano a crescere i Fratelli d’Italia, il partito di Meloni supera il 31%

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un nuovo sondaggio SWG, inserito nel più ampio quadro della Supermedia Agi-YouTrend che chiude l’anno, restituisce una fotografia politica caratterizzata da una solidità inaspettata per la maggioranza di governo. I Fratelli d’Italia, infatti, non solo consolidano il proprio primato ma tornano a crescere, posizionandosi ora stabilmente al di sopra della soglia del 31%, guadagnando addirittura qualche punto decimale rispetto all’inizio dell’anno. Una performance, questa, che stride con le tradizionali dinamiche europee e nazionali, dove solitamente i partiti al potere, soprattutto in una fase di legislatura avanzata, registrano un progressivo calo di consensi.

La coalizione di governo tiene nonostante le tensioni interne

Il dato, che trova peraltro un riscontro nel sondaggio di Pagnoncelli, conferma un sostegno diffuso all’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, il quale, con la sua durata, si colloca ormai al terzo posto nella storia dell’Italia repubblicana, preceduto soltanto dai governi Berlusconi II e IV. Questo accade nonostante le differenze di posizione all’interno della coalizione di centrodestra siano state spesso palesi e, in qualche frangente, persino clamorose, in particolare da parte della Lega. Il suo segretario, Matteo Salvini, ha infatti espresso in più occasioni dei distinguo pesanti, come nel recente caso relativo alla Manovra economica, dove prese di posizione in netto contrasto con il proprio ministro dell’Economia hanno reso necessario un vertice imprevisto, convocato dalla presidente del Consiglio per ricomporre, non senza fatica, le divisioni emerse.

Il quadro dell'opposizione appare frammentato e in difficoltà

Mentre la galassia governativa, presa nel suo complesso, mantiene una sostanziale tenuta, lo scenario per le forze di opposizione si presenta decisamente più complesso e, per alcuni, critico. Il Partito Democratico, secondo le rilevazioni, registra un calo di quasi due punti percentuali, un dato che viene descritto senza mezzi termini come un “film horror” per il principale partito di opposizione. Anche la Lega, nonostante il rumore politico sollevato, subisce una lieve flessione, perdendo qualche punto insieme all’altro alleato di governo. Un movimento parzialmente in controtendenza è invece quello del Movimento 5 Stelle, il quale segna un recupero di circa un punto e mezzo, seppur in un contesto generale di sostanziale staticità dell’intero sistema politico.

La stabilità del consenso sfida le previsioni tradizionali

La caratteristica più rilevante che emerge dai dati aggregati di fine anno è, dunque, la stabilità granitica del consenso attorno all’esecutivo. L’opposizione, nel corso del 2025, non è riuscita a scalfire in maniera significativa il favore degli elettori verso il governo, in una situazione che viene giudicata molto inusuale sia nel panorama italiano che in quello europeo. Le variazioni, come evidenziato, sono state minime, quasi impercettibili, smentendo le attese di un logoramento fisiologico del potere. “Un anno e non sentirlo”, sembra essere la sintesi più efficace per descrivere questa fase politica, dove il partito di maggioranza relativa, guidato dalla stessa presidente del Consiglio, non solo non cede terreno ma anzi lo conquista, lasciando gli avversari a fare i conti con un muro di consenso che finora si è dimostrato insormontabile.

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