Il Milan tra domande e rigori: la macchina dei gol si inceppa a Roma

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il pareggio all'Olimpico, per quanto ottenuto sul campo di una Roma aggressiva e superiore per lunghi tratti, assume per il Milan i contorni di un'occasione persa, un punto che sancisce un allungo dell'Inter a cinque lunghezze e lascia più interrogativi che certezze. Fabio Ravezzani, commentando la partita, ha definito "imbarazzante" il primo tempo dei rossoneri, un giudizio che si regge su numeri incontrovertibili – undici tiri in porta contro uno – e su una percezione di squilibrio tattico difficilmente confutabile. La salvezza dell'intervallo sul punteggio di parità, in quel frangente, fu merito quasi esclusivo delle plurime parate di Mike Maignan, estremo baluardo di una squadra apparentemente in balia delle offensive organizzate dagli uomini di Gasperini.

La replica dell'AIA e il nodo arbitrale

Il momento cruciale della ripresa, quello che ha rimesso in corsa i padroni di casa, è stato però l'episodio del rigore, un'assegnazione che ha sollevato le proteste del portiere milanista nel dopo-partita. A replicare, attraverso i canali istituzionali, è stata l'AIA, con il componente della commissione arbitrale nazionale Dino Tommasi che, nel corso del consueto appuntamento con Open VAR, ha spiegato le ragioni del fischio: l'intervento di Bartesaghi, giudicato "in ritardo" e a "contatto con l'avversario", è stato ritenuto di "punibilità evidente", una lettura definita senza mezzi termini "lapalissiana". Una spiegazione tecnica, quella fornita, che mira a chiudere la polemica ma che inevitabilmente accende i riflettori, ancora una volta, sulla costante influenza delle decisioni dell'uomo in nero sugli esiti delle partite.

Dinamica di gara e reazioni a caldo

La dinamica della gara, del resto, ha offerto il fianco a un'analisi che va oltre il singolo episodio controverso. Dopo la sofferenza patita nel primo tempo, il Milan era riuscito a ribaltare prospettiva all'inizio della seconda frazione, trovando con De Winter – in una azione che lo ha visto scalare posizioni dalla retroguardia – il gol del temporaneo vantaggio. Un riscatto, però, di breve durata, annullato dal preciso tiro dal dischetto di Pellegrini. Proprio questa alternanza di fasi, questo essere stati travolti e poi capaci di rialzarsi, ha spinto alcuni osservatori a parlare di una "fotocopia" della sfida di andata, seppur con esito finale diverso, sottolineando una certa ciclicità nei comportamenti della squadra.

Le riflessioni oltre il risultato

È proprio su questo aspetto, sull'identità di gioco e sulle scelte in campo, che si sono concentrate ulteriori riflessioni emerse a caldo. Senza indugiare in facili ottimismi o in critiche distruttive, l'attenzione è caduta sulle prestazioni dei singoli, con giudizi netti che hanno toccato tanto le valutazioni di mercato – come l'esclusione di certi nomi dai profili adatti al club – quanto lo stato di forma e l'apporto in campo di elementi chiave dell'attacco, definiti in alcuni casi come "indisponenti". Osservazioni che, nel loro insieme, dipingono il quadro di un cammino ancora irto di ostacoli, dove il punto conquistato sul campo di una rivale diretta deve fare i conti con la necessità di trovare una maggiore coesione e un gioco più convincente, se si vuole mantenere viva una corsa al Titolo che vede ora la vetta allontanarsi pericolosamente.

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