Torino affida a un archistar olandese il volto della nuova metropolitana

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La scelta, maturata dopo un serrato confronto tra cinque studi di progettazione di fama internazionale, è caduta sullo studio olandese UNStudio – Van Berkel Architect per il disegno architettonico e l’identità visiva della futura linea 2 della metropolitana di Torino. La giuria, presieduta dall’architetto francese Dominique Perrault, ha emesso il suo verdetto nel tardo pomeriggio, decretando la vittoria della proposta che, secondo il parere degli esperti, meglio riesce a coniugare l’indispensabile funzionalità dei nodi di trasporto con una visione innovativa dello spazio pubblico. Perrault, figura di spicco nel panorama architettonico contemporaneo, ha sottolineato come il progetto vincitore introduca un elemento di dialettica nell’impianto urbano torinese, tradizionalmente caratterizzato da isolati compatti e da un’architettura solida e imponente. “Con questo progetto”, ha osservato, “introduciamo una dialettica nuova fatta di luce e leggerezza”.

Un dialogo tra tradizione e innovazione nei rendering delle fermate

I rendering diffusi, che anticipano un’opera la cui prima corsa è attesa per il 2033, mostrano infatti un approccio sensibile al contesto, capace di declinarsi in maniera differente a seconda delle aree cittadine che la nuova infrastruttura andrà a servire. Nel quartiere di San Giovanni Bosco, per esempio, l’atrio della stazione sarà scandito da un’ampia arcata che, non a caso, evoca i portici, elemento distintivo del tessuto urbano torinese. Una soluzione che mira a creare un senso di familiarità e accoglienza. Al contrario, nel cuore del centro storico, precisamente in piazza Carlo Alberto, l’accesso al sottosuolo sarà segnalato da una struttura in vetro di leggerezza quasi evanescente, un intervento minimale che si propone di dialogare con le preesistenze monumentali senza impatti invasivi, privilegando la trasparenza e la luminosità.

Il valore di un’immagine coordinata per la città

Oltre al disegno delle singole stazioni, il concorso bandito da Infra To, società del Gruppo Fs Italiane, puntava a ottenere un’immagine unitaria e immediatamente riconoscibile per l’intera linea, un aspetto tutt’altro che marginale nella percezione e nell’esperienza quotidiana dei cittadini. La vittoria dello studio di Ben van Berkel consegna quindi a Torino non un semplice insieme di fermate, ma un sistema integrato, dove l’architettura, il design degli interni e persino la segnaletica rispondono a un unico concept. Si tratta di un obiettivo ambizioso, che mira a elevare la metropolitana da semplice mezzo di trasporto a componente attiva del paesaggio urbano, contribuendo a definirne l’identità futura. La sfida, come evidenziato dalla giuria, era proprio quella di superare la mera dimensione tecnica per abbracciare una visione più ampia, capace di affrontare in modo creativo il tema degli spazi collettivi.

Una sfida progettuale per il futuro trasporto pubblico

L’affidamento a una firma internazionale del calibro di UNStudio segna un passo significativo nel lungo cammino verso la realizzazione della linea, un’opera strategica per la mobilità torinese. Il progetto architettonico, ora definito, dovrà integrarsi con le complesse fasi ingegneristiche e costruttive che porteranno all’effettiva apertura del servizio. Mentre i cantieri procedono, la pubblicazione delle immagini vincitrici offre alla cittadinanza una prima, concreta anticipazione di come la nuova infrastrastruttura si calerà nella quotidianità della città, modellando non solo gli spostamenti ma anche l’estetica dei luoghi. La “fumata bianca” della giuria, quindi, non chiude un semplice concorso, ma apre simbolicamente a una nuova fase, dove l’idea prende la forma di un linguaggio visivo che accompagnerà Torino nei prossimi decenni.

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