Naufragio a Lampedusa, unica superstite una bambina di 11 anni
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Redazione Esteri
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Il drammatico naufragio avvenuto al largo di Lampedusa ha lasciato dietro di sé una scia di dolore e interrogativi. Jasmine, una bambina di 11 anni originaria della Sierra Leone, è l'unica superstite di un viaggio della speranza che si è trasformato in tragedia. Partita da Sfax, in Tunisia, su un'imbarcazione di fortuna insieme ad altre 44 persone, Jasmine ha visto i suoi compagni di viaggio scomparire tra le onde del Mediterraneo, che da anni ormai è diventato un cimitero a cielo aperto.
La piccola, aggrappata a due camere d'aria, è stata trovata in mare, sballottata dalle onde nel canale di Sicilia, al buio e nel vento. Il suo salvataggio, avvenuto a circa 10 miglia da Lampedusa, è un simbolo dell'importanza delle Ong che operano in mare per salvare vite umane, spesso messe a rischio da norme sempre più stringenti e ingiuste, come quelle dell'ultimo decreto flussi.
La Procura di Agrigento ha aperto un'indagine per naufragio colposo, omicidio colposo plurimo e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. I pm, coordinati dal procuratore Giovanni Di Leo, riceveranno nelle prossime ore una relazione della Capitaneria di Porto e avvieranno accertamenti per ricostruire le cause dell'incidente. Jasmine ha raccontato di essere partita con altre 44 persone dalla Tunisia su una barca che poi è affondata, lasciandola sola in mezzo al mare.
Il naufragio ha suscitato un'ondata di commozione e indignazione, mettendo in luce ancora una volta la drammatica situazione dei migranti che cercano di raggiungere l'Europa in cerca di una vita migliore.




